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L'economicità
e le determinanti di risultato nelle strutture Multiplex.
Aziende di esercizio cinematografico o Società di Real Estate?
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Ricerca promossa
dall'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (Unione
Regionale della Lombardia)
in collaborazione con
Regione Lombardia, Cinemeccanica spa e AD&T
a cura di
Giuseppe Delmestri, Luigi Proserpio e Giovanni Tomasi
del Laboratorio Cinema
dell'Università Bocconi di
Milano
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1 - Introduzione |
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I Multiplex sono strutture di intrattenimento, in cui tutti i fattori
produttivi sono impiegati nell'erogazione di un sistema gestionalmente
complesso ed integrato di servizi (composto, oltre che dal core service
erogazione cinematografica, anche da una serie di servizi accessori come:
accoglienza, ristorazione, bar, commercializzazione degli articoli
nei negozi interni, ed altri servizi complementari e generali, quali parking,
guardaroba, intrattenimento bambini).
Le suddette
strutture presentano alcune peculiarità gestionali, da tenere in considerazione
nella progettazione di un sistema di controllo direzionale. Si tratta
precisamente de:
- ·la necessità
di "governare" il multiplex come un microcosmo quasi cittadino
(1);
- l'elevata
stagionalità della domanda, nonché la sua notevole dipendenza
da fattori macroeconomici e di forme alternative di entertainment;
- la loro
marcata natura capital intensive.
In particolare,
il management del multiplex deve orientare la propria attività di pianificazione,
di programmazione e di gestione verso l'assicurazione degli attributi
di qualità, di innovazione tecnologica, di attrazione/esperienza, di servizio
e di efficienza ai seguenti elementi:
- sala:
gli elementi di arredo, comfort, pulizia e qualità tecnologica appaiono
indispensabili per la soddisfazione degli spettatori e la percezione
di 'consumo esperienza ' che è alla base del processo di riacquisto.
In particolare, tali fattori appaiono sovente differenziali rispetto
alle sale non site in strutture multiplex. La gestione della sala può
costituire inoltre una fonte di reddito incrementale attraverso il suo
affitto a terzi (es. convegnistica, fiere, ecc.);
- spettacoli:
il processo di programmazione, di gestione e di controllo deve focalizzarsi
necessariamente su due punti cardine: da un lato, l'attività di ricerca
e selezione del prodotto filmico e dall'altro di programmazione degli
spettacoli e dei periodi di tenitura. La combinazione di questi due
elementi è alla base della principale voce di costo per un multiplex,
ovvero la quota noleggio film che viene retrocessa al distributore;
·
- Ambientazioni
e tematizzazioni: anche se in un primo momento possono sembrare
elementi secondari nell'erogazione del divertimento al visitatore, in
questo comparto le sopra evidenziate componenti costituiscono leve critiche
per l'economia dei multiplex. Esse infatti impattano incisivamente sull'appeal
della struttura, sulla soddisfazione e sull'indice di ritorno del visitatore,
influenzando nel contempo il numero di ingressi nel multiplex, il periodo
di permanenza all'interno del multiplex e la conseguente spesa interna
dell'"ospite" nonché, in finale, il fatturato e la redditività complessiva
dell'intera area tematica. Di conseguenza, non è sufficiente dotare
il multiplex di un prodotto filmico di attrazione, ma è critico anche
tematizzare il multiplex per trasformare la gita al cinema in un'esperienza.
L'esperienza consente, dal punto di vista economico, di: 1. conseguire
il premium price sulla propria offerta in generale che, se opportunamente
sfruttato, può concretizzarsi nella crescita della profittabilità dell'impresa;
2. differenziarsi rispetto alla concorrenza ed indurre significativi
processi di fidelizzazione; 3. garantire qualità del servizio offerto;
- Bar
e Ristoranti: costituiscono elementi fondamentali nell'integrazione
della componente esperienziale del multiplex. Se da un lato la loro
presenza e la loro numerosità/varietà contribuisce all'innalzamento
della qualità di intrattenimento, dall'altra costituiscono un fondamentale
driver di valore, poiché hanno un peso rilevante nel mix di fatturato
e presentano una consistente redditività; ·
- Servizi
generali: si richiama il concetto di multiplex come microcosmo cittadino,
ovvero come strutture in grado di offrire un insieme coordinato di facilities.
Si aggiunge che il corretto, efficiente ed efficace funzionamento di
tali servizi (ed impianti) costituisce una delle primarie variabili
di giudizio sulla qualità e sull'attrattività dell'offerta-multiplex,
nonché sulla creazione del valore per lo spettatore . A causa di quest'ultima
considerazione, il funzionamento dei servizi generali è (e deve essere)
al centro del complessivo processo di programmazione e gestione dei
multiplex.
In conclusione,
il processo di erogazione del divertimento, allo scopo di generare valore
per lo spettatore, deve essere pianificato in modo tale da massimizzare
continuamente nel tempo il rapporto Qualità delle attrazioni e degli spettacoli
+ qualità dei servizi complementari/ Costo complessivo sostenuto dallo
spettatore (raggiungimento del multiplex, ingresso, ristorazione, attrazioni
a pagamento, ecc.), in modo tale da essere considerato soddisfacente.
In aggiunta, la capacità di governare ed accrescere il numeratore di tale
rapporto (la qualità percepita dal cliente), invariando il denominatore
(o meglio, diminuendolo progressivamente nel tempo), "rispecchia" la capacità
manageriale di perseguire l'efficienza e/o l'efficacia nella fornitura
dell'entertainment.
Il processo di erogazione deve perciò essere pianificato e gestito con
notevole attenzione, giacché nei multiplex tematici i tre elementi del
sistema di erogazione del servizio (le attrezzature, il personale e il
cliente) sono particolarmente critici, in quanto:
- la contemporanea
fruizione da parte di una moltitudine di spettatori (nell'ordine di
alcune migliaia) impone di destinare notevole attenzione alla partecipazione
dei clienti e alle relazioni di concomitanza;
- il personale
è in contatto immediato con il cliente e, in molti casi, gestisce transazioni
economiche;
- le attrezzature
non fungono solo da contesto, ma anzi, costituiscono parte integrante
dell'offerta, in termini sia estetici che funzionali: il multiplex è
infatti una sorta di piccola città, che necessità di numerosi servizi
interni e di periodiche manutenzioni.
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2 - Un'analisi
di sintesi dell'economicità dei Multiplex |
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Da una riclassificazione dei bilanci di quattro multiplex nel periodo 1999-2001
emergono, in media, le seguenti evidenze di conto economico percentualizzate
sul fatturato: |
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Tabella 1 - Analisi dei Conto Economici percentualizzati
| Conti
economici 99/01 |
Val
min.
|
Val
medio
|
Val
max
|
| |
|
|
|
| Tot.
valore produzione |
100.00%
|
100.00%
|
100.00%
|
| |
|
|
|
| Costi
della produzione |
|
|
|
| 1)
Materie prime e consumo |
31%
|
37%
|
42%
|
| 2)
Servizi |
12%
|
19%
|
25%
|
| 3)
Godimento beni di terzi |
3%
|
4%
|
8%
|
| 4)
Totale costi personale |
4%
|
13%
|
19%
|
| 5)
Totale ammortamento e svalutazione |
12%
|
18%
|
24%
|
| 6)
Var. rimaenenza materie prime |
-2%
|
0%
|
1%
|
| 7)
Accantonamenti per rischi |
0%
|
0%
|
0%
|
| 8)
Altri accantonamenti |
0%
|
1%
|
4%
|
| 9)
Oneri diversi gestione |
1%
|
4%
|
7%
|
| |
|
|
|
| Totale
costi produzione |
84%
|
96%
|
111%
|
| |
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|
|
| Risultato
operativo |
-11%
|
4%
|
16%
|
| |
|
|
|
| Valore
aggiunto |
29%
|
36%
|
43%
|
| |
|
|
|
| Totale
proventi finanziari |
0&
|
3%
|
11%
|
| Totale
oneri finanziari |
4%
|
7%
|
10%
|
| Saldo
proventi e oneri finanziari |
-9%
|
0%
|
9%
|
| |
|
|
|
| Totale
partite straodinarie |
0%
|
1%
|
6%
|
| |
|
|
|
| Risultato
prima imposte |
-1%
|
2%
|
8%
|
| Imposte
sul reddito |
0%
|
1%
|
2%
|
| Risultato
esercizio |
-1%
|
1%
|
6%
|
|
| |
L'analisi
dei bilanci pubblici appare parziale e condizionata dalle scelte di assetto
attuate dai multiplex. I principali fattori che condizionano l'analisi
appaiono i seguenti:
- il fatturato
delle aziende è composto da un mix differente di fatturati derivanti
dalle aree di business, tra le quali può assumere diverso peso l'affitto
degli spazi in eccedenza rispetto alle sale;
- il costo
del noleggio, che costituisce uno dei principali driver di valore, è
affogato nella voce "Materie prime e materiali di consumo" assieme ad
altri componenti negative di reddito. Per l'apprezzamento delle determinanti
di risultato si rende necessaria una separata evidenziazione;
- il costo
del lavoro è funzione delle scelte di internalizzazione/ esternalizzazione
delle risorse. Il dimensionamento del personale dipendente ed il ricorso
a collaborazioni esterne influenzano in modo rilevante l'analisi sulla
struttura di costo;
- molte
strutture multiplex sono state create da gruppi multinazionali e riconoscono
alle holding una percentuale di servizi di gruppo che varia tra i 2
ed i 5 punti percentuali sul fatturato;
- le scelte
di assetto in merito all'immobile. Le opzioni di acquisto, leasing,
lease-back o affitto dell'immobile impattano sulla misurazione dell'EBITDA
(Earnings Before Interests, Taxes, Depreciation and Amortization) e
sull'incidenza degli oneri finanziari. Nella fattispecie, le scelte
di acquisizione (o leasing) dell'immobile configurano sovente una perdita
d'esercizio, mentre le scelte di affitto dell'immobile consentono il
raggiungimento di un risultato positivo, ancorché esiguo, d'esercizio.
E' da rimarcare come la scelta di acquisizione dell'immobile, invero
la più diffusa, generi de facto uno scudo fiscale che consente di cumulare
gli utili nel reale valore dell'immobile;
- nei primi
due anni di attività del multiplex gli ammortamenti scontano la quota
di competenza relativa alle spese di pre-opening, solitamente capitalizzate
all'inizio dell'attività;
- le scelte
di finanziamento delle acquisizioni di strutture possono vedere una
combinazione di fattori (finanziamenti agevolati, finanziamenti di gruppo)
che incidono sul carico di interessi passivi presenti in bilancio;
- le strutture
multiplex appartenenti a gruppi, in particolare nel caso di gruppi multinazionali,
possono presentare bilanci che scontano la presenza di politiche di
pianificazione fiscale di gruppo.
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Tabella
2 - Indici di bilancio
| Indici
99/01 |
Val
min
|
Val
medio
|
Val
max
|
| |
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|
| Indice
di liquidità (AC/PC) |
0.10
|
0.30
|
0.50
|
| Valore
aggiunto / Ricavi |
29%
|
36%
|
43%
|
| Return
on Sales (Ros, %) |
-11%
|
4%
|
16%
|
| Return
on Investment (ROI, %) |
-11%
|
2%
|
4%
|
| Return
on Equity (ROE, %) |
-13%
|
2%
|
14%
|
| Fatturato
/ Circolante |
2.8
|
4.7
|
6.4
|
| EBITDA
/ Ricavi |
6%
|
22%
|
39%
|
| Costo
del personale / Ricavi |
4%
|
13%
|
19%
|
|
| |
L'analisi dei principali indicatori di bilancio pone in evidenza una varietà
di posizioni di liquidità e redditività. Ad evidenza, appare opportuno sottolineare
come la prima causa di tale varianza sia riconducibile alle scelte di gestione
e finanziamento dell'immobile ed al conseguente impatto del costo del debito
sul reddito prodotto. La dinamica di circolante, in particolare, pone in
evidenza uno strutturale squilibrio delle fonti, con la presenza di fonti
di debito onerose a breve termine impiegate per il finanziamento di attività
fisse.
Un indicatore sul quale è opportuno soffermarsi è costituito dal rapporto
EBITDA/Fatturato (2). L'indicatore in parola
è molto osservato nella comunità finanziaria poiché rappresenta la capacità
di un multiplex di generare un autofinanziamento a copertura delle scelte
di investimento. In particolare, la sua osservazione è particolarmente diffusa
nelle fasi di start-up delle attività imprenditoriali. Se si escludono dal
campione i casi marginali rappresentati dalle strutture in affitto e dal
particolare successo di un multiplex nell'anno 1999, tale indicatore manifesta
una sostanziale omogeneità nell'intorno di 18-25 punti percentuali. Se tracciata
su un arco temporale di medio-lungo termine, la bontà dell'indicatore manifesta,
a parità di altre condizioni, il potenziale di redditività del business
in presenza di strutture già ammortizzate.
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3
- Il
disegno delle aree di risultato |
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Dati i risultati di sintesi conseguiti dalle strutture Multiplex, è necessario
indagare le determinanti di redditività e comprendere il differente contributo
che le gestioni offrono al risultato complessivo aziendale. Naturalmente,
l'area principale, e con maggior impatto sul fatturato, è quella relativa
all'erogazione delle opere cinematografiche ("Area Cinema"). Essa, costituendo
il core business dell'azienda non è però mai isolata, poiché affiancata
dalle aree di business "Bar e Ristorazione" e "Punti di Vendita (negozi
gestiti direttamente)", anche nelle strutture minori. Inoltre, alcune
strutture attivano l'offerta di "Servizi Complementari o Affitto Spazi",
quali la gestione di spazi interni, di sale/spazi giochi, di parcheggi,
di guardaroba ed intrattenimento dei bambini. Nella figura seguente
(clicca per fig.1) si sintetizza la composizione
media del fatturato delle strutture multiplex (3)
ed il peso relativo delle aree di business solitamente presenti.
Ciascuna area di risultato rappresenta un singolo segmento del complessivo
business "multiplex", caratterizzato da proprie fonti ricavo, da specifici
costi e da peculiari competenze gestionali richieste (clicca
per fig. 2). Appare dunque opportuno procedere ad un'analisi puntuale
delle differenti aree di risultato tesa ad evidenziare il ruolo delle
specifiche determinanti di reddito. Si tenga in considerazione, da ultimo,
che ciascun'area d'affari è contraddistinta da propri (e differenti tra
loro) obiettivi di redditività, che si concretizzano nei margini di contribuzione
dei singoli segmenti di business.
Ci si focalizza ora sulle caratteristiche delle principali aree di business
dei multiplex : - Area Cinema, - Area Bar e Ristorazione, - Area Punti
vendita, - Area Servizi Complementari/Affitti.
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3.1
- Area
"Cinema" |
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Le fonti positive di reddito sono determinate in primo luogo dai ricavi
derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso. A questi si aggiungono
introiti economici derivanti dagli affitti di sala, dalla pubblicità e da
contributi pubblici. |
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La
struttura dei ricavi dell'area in parola si presenta come segue:
1. Incasso lordo
2. Ricavi Netti diritto di prenotazione
3. IVA
4. Ricavo Netto d'esercizio (1+2-3)
5. Contributo Governativo Imposta Spettacolo
6. Ricavi pubblicitari
7. Ricavi Netti Totali (4+5+6)
(clicca qui per la figura 3) |
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- 1 Incasso
Lordo - E' costituito dagli incassi complessivi realizzati in sala,
siano essi derivanti dalla vendita di biglietti presso la cassa oppure
via prenotazione;
- 2 Ricavi
netti diritto di prenotazione - Il servizio di prenotazione telefonica
od internet costituisce una forma aggiuntiva, seppur marginale, di ricavo.
Il servizio di prenotazione è offerto ad un prezzo che varia da 0,5
a 1 Euro, sul quale devono essere applicate IVA e Diritto d'Autore
(4) ;
- 3 IVA
- L'incasso lordo è comprensivo dell'IVA al 10%, il diritto di prenotazione
comprende l'IVA sui servizi al 20%. L'Imposta sul Valore Aggiunto va
scorporata al fine di computare la quota ricavo di pertinenza del multiplex;
- 4 Ricavo
Netto d'Esercizio - E' pari alla differenza tra l'incasso lordo,
eventualmente incrementato per i diritti di prenotazione, e l'IVA;
- 5 Contributo
Governativo Imposta Spettacolo - E' il contributo che viene erogato
dal Governo per la distribuzione in sala di film nazionali, europei
o ad contenuto artistico-culturale. Tale contributo si ingenera, di
fatto, attraverso il recupero di una parte dell'aliquota d'imposta sul
valore aggiunto (film italiani 7%, film europei 8%, film ad elevato
contenuto culturale, definiti semestralmente dal ministero, recupero
integrale IVA);
- 6 Ricavi
Pubblicitari - Sono i ricavi derivanti dalle inserzioni pubblicitarie.
Il prezzo di vendita degli spazi pubblicitari è riconducibile ad un
ricavo a contatto variabile tra 0,30 e 0,50 Euro (solitamente è presente
un minimo garantito al quale si aggiungono eventuali proventi in relazione
al numero di spettatori);
- 7 Ricavi
Netti Totali - Sono pari alla somma delle differenti forme di ricavo
(4+5+6).
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Per
quanto riguarda invece la struttura dei costi (5)
nell'area in analisi, si rimarca la rilevanza dei costi variabili direttamente
connessi all'incasso. Tra i costi fissi, sono da segnalare i costi di gestione
della sala (personale), mentre non paiono specificatamente imputabili all'area
in parola i costi relativi alla struttura della sala (affitti, leasing od
ammortamenti) in quanto trattasi di costi "impegnati", ovvero sostenuti
in un periodo antecedente rispetto all'esercizio del multiplex, ed asserviti
allo svolgimento del complesso di attività. |
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Tra i costi
di gestione dell'Area Cinema vi rientrano:
- Diritti
d'Autore
- E' la somma riconosciuta alla Società Italiana degli Autori ed Editori
ed è pari al 2,10% del ricavo netto d'esercizio (incassi - IVA). I Diritti
d'Autore hanno presentato nel tempo differenti denominazioni, passando
dai Piccoli Diritti Musicali (PDM) ai Diritti di Esecuzione Musicale
(DEM);
- Noleggio
Film - Quota Distributore - E' la somma che viene retrocessa al
Distributore. Tale somma viene computata in percentuale sui Ricavi Netti
di Esercizio depurati dai Diritti d'Autore, ovvero quello che usualmente
viene definito il "Nettissimo di Borderò". La voce in esame costituisce
una delle principali determinanti di redditività di un multiplex: la
sua incidenza solitamente si aggira intorno al 43%-44% (tale percentuale
è una media e varia in funzione delle settimane di tenitura di un film
e del mix di distributori coinvolti), mentre per le sale tradizionali
ubicate nel centro delle città tale incidenza si porta attorno al 46-48%
(6). Si tenga in considerazione che
tale percentuale è tra le più basse in Europa, dove il noleggio è mediamente
compreso tra il 46% (Francia-Belgio) ed il 49% (Spagna);
- Materiali
di Consumo -
E' il costo relativo a tessere e biglietti utilizzati. L'incidenza di
tale voce di costo è nell'intorno dell' 1% dei Ricavi Netti di Esercizio,
essendo pari a circa 7,5 centesimi di Euro per biglietto;
- Costo
del Personale -
Questa voce ricomprende il costo delle persone specificatamente dedicate
all'Area Cinema, ovvero gli addetti alle casse, le maschere ed i tecnici
di cabina. Le scelte di dimensionamento dell'organico e di rapporto
contrattuale impattano differentemente sul peso della voce in relazione
al fatturato dell'area (mediamente 15-20%).
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3.2 - Area
"Bar e Ristorazione" |
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Nei Multiplex l'Area in parola è essenziale per l'apprezzamento della
redditività della gestione. L'area "bar e ristorazione", dopo il core
business "Cinema", contribuisce maggiormente al fatturato complessivo
dell'impresa-multiplex. Il multiplex deve cercare di conciliare due esigenze
apparentemente contrastanti: da un lato minimizzare i costi di produzione
alimentare, limitando la varietà del sistema di offerta e perseguendo
la centralizzazione del processo di acquisto con le connesse economie;
dall'altro garantire ad ogni ristorante una sua tematizzazione cui è funzionale
uno specifico menu, coerente con la sua tipologia, la sua immagine e la
sua clientela. I metodi prevalentemente adottati dai multiplex per ridurre
i costi nella ristorazione sono:
- economie
negli approvvigionamenti, raggiungibili mediante i rapporti di partnership;
- pianificazione
dei menu e dell'offerta in generale, eliminando gli articoli ed i piatti
più costosi e meno remunerativi: nei multiplex viene attuata periodicamente
una razionalizzazione dell'offerta, al fine di mantenere solo i prodotti
maggiormente richiesti ed economicamente più convenienti (7).
Un approfondimento
merita il tema degli approvvigionamenti. A tale riguardo è significativo
sottolineare l'importanza del "food and beverage manager", che svolge
alcuni compiti quali:
- ricerca
e selezione dei fornitori, sulla base di qualità e prezzi delle forniture,
assistenza e condizioni di consegna. In particolare, è essenziale all'economicità
del multiplex il processo di acquisto dei tre prodotti sui quali si
fonda l'area in parola, ovvero pop-corn, bevande gassate e gelati;
- adozione
di tecniche di conservazione opportune (8);
- attuazione
dei processi produttivi/distributivi in condizioni limite (cioè nei
giorni di punta, in condizioni di affollamento massimo), gestendo al
meglio il dimensionamento del personale impiegato.
Relativamente
alle scelte make or buy nella ristorazione, si possono osservare differenti
soluzioni poste in essere dai multiplex. Alcuni mantengono internalizzato
il servizio, altri lo appaltano ad aziende specializzate nella ristorazione.
Nel caso in cui il servizio fosse appaltato, il provento attivo derivante
dall'affitto degli spazi andrebbe considerato un risultato dell'area "Servizi
complementari", lasciando nella presente area solamente costi e ricavi
di pertinenza del bar, tradizionalmente gestito in via diretta.
(clicca qui per la figura 4)
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| |
Il contributo
economico dell'area in parola è estremamente rilevante ed è sintetizzabile
nei seguenti indicatori:
- il costo
del venduto nell'area bar e ristorazione è generalmente compreso in
un intervallo tra il 20 ed il 25%, individuando un'elevata capacità
contributiva dell'area in parola. L'elevato margine di contribuzione
è all'origine di un effetto leva operativa, tale per cui all'aumentare
dei volumi di spettatori cresce in modo più che proporzionale il contributo
al margine netto di area. Nel computo del costo del venduto, una variabile
determinante è costituita dal mix di offerta, ovvero dal peso che bevande
gassate (costo del venduto/fatturato = 25%) e popcorn (costo del venduto/fatturato
= 8%) assumono all'interno del sistema di offerta;
- il ricavo
medio per spettatore (concession/head) per la consumazione al bar, generalmente
compreso tra 1,3 e 1,7 Euro, costituisce il moltiplicatore dei risultati.
E' un indicatore molto rilevante, da leggersi in abbinamento con il
valore medio dello scontrino (ricavi / numero scontrini), che solitamente
si posiziona tra 4 e 5 Euro;
- l'incidenza
del costo del lavoro sul fatturato del bar. In relazione alle scelte
di dimensionamento dell'organico, tale costo incide significativamente
sul risultato netto dell'area, ponendosi per normali livelli di attività
e saturazione attorno al 40% del fatturato del bar/ristorante.
|
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3.3 - Area "Punti
Vendita" |
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Tale segmento di business, pur presentando una struttura di costo simile
all'area precedente, è contraddistinto da un maggior peso di costi variabili,
dato in primis dagli acquisti di articoli e delle merci da commercializzare
(clicca per fig. 5). |
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Dal punto
di vista gestionale, allo scopo di assicurare il soddisfacimento degli
obiettivi di redditività programmati, i gestori dell'area devono prestare
particolare attenzione alle economie d'approvvigionamento e alle politiche/scelte
d'assortimento dei beni da commercializzare. Infatti, la scelta dei nuovi
articoli da vendere avviene prevalentemente in base a margini di redditività
che essi assicurano, alla coerenza rispetto all'immagine del multiplex,
all'analisi dei bisogni e delle preferenze dei visitatori, al confronto
con le proposte dei concorrenti, nonché all'analisi delle tendenze di
mercato. Invece, la valutazione a consuntivo degli articoli proposti,
presupposto per le scelte di conferma o eliminazione, avviene sostanzialmente
sulla base dell'analisi di margine lordo, tasso di rotazione delle scorte
e coerenza rispetto all'immagine del multiplex. I prodotti posti in vendita
nei negozi dei multiplex tematici possono essere suddivisi in tre categorie
principali: 1. Prodotti tematizzati (9);
2. Prodotti personalizzati (10),
3. Altri prodotti. Numerosi multiplex, soprattutto quelli di grandi dimensioni,
dotati di maggiori risorse finanziarie, e caratterizzati da un numero
elevato di spettatori, perseguono come obiettivo strategico l'introduzione,
nelle offerte dei propri negozi, del maggior numero possibile di prodotti
personalizzati, in quanto essi:
- garantiscono
sovente margini più elevati rispetto alle altre tipologie di prodotti,
soprattutto perché non hanno termini di paragone sufficientemente oggettivi
e memorizzati sul mercato e sono differenziati in virtù dell'impiego
del proprio marchio, che, come è noto, funge da creatore del valore,
assicurando la possibilità di applicare un maggiore mark-up sui costi
di produzione;
- incentivano
gli acquisti di impulso, in quanto sono articoli gradevoli ed accattivanti,
atti a fungere da souvenir della visita;
- prolungano
e richiamano nel tempo il ricordo del multiplex in chi lo ha visitato;
- incentivano
il passaparola e rappresentano un importante strumento di comunicazione
nei confronti di chi non si è mai recato nel multiplex, in quanto contribuiscono
ad incrementarne la notorietà e a definirne l'immagine;
- aumentano
il valore del proprio marchio, permettendo così maggiori introiti qualora
si attuino operazioni di concessione di licenza .
Per i prodotti
in questione è sovente più difficile che per gli altri prevedere precisamente
le potenzialità di commercializzazione, perché si tratta normalmente di
articoli nuovi che, come già notato, hanno scarsi termini di paragone
sul mercato e per i quali è spesso problematico attuare test di vendita
proprio in quanto, essendo realizzati su commissione, vengono prodotti
subito in quantitativi elevati. Ne consegue che ai prodotti personalizzati
è connesso un rischio più elevato di insuccesso commerciale, e quindi
anche di sostenimento di alti costi di magazzino e di rilevanti immobilizzi
di capitale, poiché la loro rapida obsolescenza rischia di prolungare
per diversi anni il problema di smaltimento delle giacenze. Ciò implica
l'opportunità di considerare, in sede di valutazione comparata dei possibili
fornitori, non solo i costi di produzione, ma anche la capacità di operare
su lotti produttivi limitati, di assicurare la tempestività ed il rispetto
dei tempi di consegna (in quanto, soprattutto in considerazione della
stagionalità del multiplex, eventuali ritardi possono pregiudicare gravemente
la possibilità di conseguire i quantitativi di vendita prefissati) e di
assumersi i costi di stoccaggio. Tali considerazioni suggeriscono l'opportunità
di privilegiare gli obiettivi di alta rotazione del magazzino rispetto
a quelli connessi al conseguimento di margini elevati: ne consegue la
rilevanza dell'adozione di adeguate politiche di prezzo e di merchandising
miranti ad agevolare, specialmente a fine stagione, lo smaltimento delle
giacenze per i prodotti che si intende eliminare dalla propria offerta
nell'anno successivo.
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3.4 - Area "Servizi
Complementari / Affitti" |
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Il segmento di business "Servizi Complementari - Affitti" rappresenta
un'area di potenziale redditività derivante dalle scelte di dimensionamento
delle strutture e di gestione delle stesse. Trattasi di tutti i proventi
derivanti dall'affitto degli spazi non gestiti direttamente dal multiplex,
ma che ne costituiscono il completamento del 'sistema di offerta'. I proventi
in esame non generano costi incrementali e si traducono in un margine
netto di area. Essi possono riguardare:
- Affitto
ristoranti, negozi e bar esterni alle sale;
- Affitto
sala per attività di convegnistica. Questa attività consente di saturare
l'impiego delle strutture durante la giornata, in particolare la mattina.
L'area in esame appare al momento marginale nell'economia di un multiplex,
situazione che assume una rilevanza ben più consistente in altre realtà
europee, dove il peso dell'affitto di sala sul fatturato complessivo
può raggiungere anche i 10 punti percentuali (es. Belgio, Spagna), anche
in relazione alla correlata attività di catering di convegno che usualmente
viene rifatturata con un margine di circa il 15-20%;
- Affitto
spazi interni per esposizioni, mostre, promozioni od altre forme di
intrattenimento (es. videogames);
- Affitto
gestione parcheggi, qualora vi un servizio di custodia delle autovetture.
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4 - La misurazione della
Redditività per Area di Business e la proposizione di un "cruscotto"
di controllo |
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Le evidenze proposte consentono di segmentare i risultati di sintesi di
un multiplex in aree parziali di attività, per ciascuna delle quali si palesano
le esigenze di attento governo dei principali driver di risultato. La segmentazione
effettuata consente di pervenire al computo di un margine lordo delle differenti
aree che esclude i costi di struttura comuni alle varie aree (es. amministrazione
e direzione generale, manutenzioni, utilities) e gli ammortamenti (v.
fig. 6).
Strutturare il controllo direzionale per aree d'affari consente di poter
misurare l'effettivo contributo di ciascuna di esse al complessivo fatturato
del multiplex, di focalizzare l'attenzione dei responsabili d'area sui margini
di contribuzione da conseguire (e conseguentemente, di definire opportune
politiche di valutazione/motivazione/premiazione/incentivazione dei suddetti
responsabili), nonché di attivare il processo decisionale finalizzato alla
determinazione di quali servizi offrire internamente e quali invece affidare
alla fornitura di soggetti esterni (11).
Tale approccio di controllo direzionale però non deve essere orientato alla
maturazione delle conclusioni sull'eventuale eliminazione di alcune aree
di risultato (o meglio, dei servizi da esse forniti), che magari presentano
margini di contribuzione ridotti o inferiori a quanto prospettato. Quest'ultima
affermazione deriva dalla peculiarità che contraddistingue il business multiplex:
essi, infatti, sono finalizzati all'erogazione di una pluralità di servizi
che, tutti insieme, indistintamente e in modo determinante costituiscono
il "sistema multiplex". Eliminando uno o più di questi servizi (o una e
più aree di risultato) si altererebbe la natura stessa del sistema di entertainment.
Insomma, tutti i servizi, sia quelli ludici costituenti il core business
del multiplex, che quelli accessori (ristorazione, intrattenimento bambini,
commercializzazione articoli vari, ecc.) costituiscono le componenti rilevanti
dell'offerta e perciò va valutata attentamente un'ipotesi di eliminazione,
a volte prescindendo dalla loro effettiva economicità per l'azienda e del
loro contributo al ricavo e alla profittabilità della struttura. |
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Tabella 3 - Incidenza dei costi di struttura (% sul fatturato)
| Margine
Lordo Aree |
40-45%
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| Personale
struttura |
3-4%
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| Utilities |
4-5%
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| Marketing |
2-3%
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| Spese
pulizia |
1-2%
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| Consulenze |
2-4%
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| Manutenzioni |
3-5%
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| EBITDA |
20-25%
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L'osservazione della redditività operativa al lordo degli ammortamenti (EBITDA)
è indispensabile al fine di comprendere la reale capacità contributiva del
multiplex alla copertura dei costi relativi all'immobile, costi comunque
non manovrabili dal management ed 'affondati' nel momento di avvio dell'attività.
Tenendo in considerazione il peso relativo degli ammortamenti e degli oneri
finanziari in relazione al fatturato, dal campione esaminato appare evidente
come il raggiungimento di un EBITDA/Fatturato pari al 20% costituisca un
indicatore di prima approssimazione in grado di sintetizzare la profittabilità
della struttura osservata. Come visto in precedenza, esso è frutto del variegato
combinarsi di scelte di gestione operativa. Ciascuna area di business presenta
proprie peculiarità che richiedono un attento monitoraggio, ma è altresì
evidente come la profittabilità delle principali aree di business (con l'esclusione
apparente degli affitti) sia inscindibilmente connessa al numero di spettatori
che frequentano la struttura multiplex. Si ingenera, in altri termini, un
fenomeno di congiunzione commerciale, tale per cui una sola variabile indipendente
(il numero di spettatori) trascina il volume di fatturato di tutte le aree
di business. Posta questa variabile al centro delle considerazioni in merito
all'economicità dell'attività di erogazione cinematografica, è possibile
mettere in evidenza una serie di altri fattori che incidono sull'efficienza
di conduzione dei processi aziendali. La Figura
7 rappresenta schematicamente i principali indicatori operativi
di performance necessari per il monitoraggio della gestione e costituiscono,
in estrema sintesi, i fattori critici di controllo che caratterizzano i
sistemi di reporting gestionali.
L'osservazione del numero di spettatori giornaliero deve essere condotta
in relazione alle abitudini di consumo, dei tassi di frequenza e dei fenomeni
di stagionalità della zona geografica considerata. Un esempio di schema
di riferimento per un multiplex con target 900.000 spettatori può essere
costituito dal seguente: |
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Tabella 4 - Numero di spettatori giornaliero (stagione sett-apr) (12)
| giorno
della settimana |
range
spettatori |
| lunedì |
900-100
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| martedì |
1000-1200
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| mercoledì |
2000-2400
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| giovedì |
1200-1300
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| venerdì |
2300-2600
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| sabato |
5500-6500
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| domenica |
5800-6500
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| tot
spettatori/settimana |
18500-21500 |
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La rilevanza del numero di spettatori mette in evidenza due fattori:
- Per l'attrazione
degli spettatori nella struttura multiplex appare più rilevante il sistema
di offerta filmica rispetto alla capacità disponibile. I problemi di
capacità si pongono solitamente per due spettacoli alla settimana (primi
spettacoli di sabato e domenica) e relativamente ai blockbusters. Appare
quindi più rilevante la disponibilità di numero di sale e di film offerti
che non la capacità della singola sala, anche in considerazione dell'opportunità
di impiego di più sale in contemporanea per il medesimo film nei momenti
di massima concentrazione della domanda;
- L'indice
di occupancy tradizionalmente osservato per valutare la performance
competitiva degli esercizi cinematografici appare del tutto secondario
ed utile solo per una verifica di dimensionamento delle strutture. Esso
non è direttamente influenzabile dal management, rappresentando la risultante
(e non la determinante) del flusso di spettatori. E' più opportuno,
viceversa, focalizzare l'attenzione sulle quote di mercato (sia di primary
che di secondary catch area (13)) ed
i tassi di frequenza nel bacino di utenza.
L'elevata
congiunzione economica presente nel multiplex evidenzia peraltro che la
strutturazione del controllo gestionale secondo le aree di risultato precedentemente
individuate debba considerarsi parzialmente idonea, in quanto si forniscono
informazioni idonee a governare le strutture, ma meno significative e
rilevanti per supportare le decisioni di natura strategico-competitiva:
queste, viceversa, necessiterebbero di un monitoring della domanda organizzato
per segmenti di mercato o per famiglie di clientela (ad esempio, scolaresche,
comitive, adulti, bambini, ecc.).
(clicca per fig. 8)
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5 - Il dimensionamento delle strutture e l'analisi di sensitività
dei risultati: modelli di business a confronto |
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La congiunzione economica sopra enunciata orienta gli sforzi di analisi
a preventivo sulla stima del numero di spettatori e sulla pianificazione
dell'assetto di risorse di struttura di cui dotare il multiplex al fine
di renderlo profittevole. Per poter procedere con l'analisi di sensitività
è opportuno riassumere i nessi causali sussistenti tra la variabile indipendente
(numero spettatori) ed i risultati prodotti dalle principali aree di business
(cinema e bar). Per semplicità, si ipotizza che i ricavi da affitti siano
espressi in forma fissa ed indipendenti dal numero di spettatori, quindi
immediatamente stornabili dal costo delle strutture.
L'area di business Cinema presenta un margine di contribuzione per spettatore
mediamente pari a 4,18 Euro; l'area di business Bar si attesta su un margine
medio pari a 1,19 Euro. Ipotizzando l'impiego di 50 addetti tra Cinema
e Bar, per un costo complessivo del personale pari a 900.000 Euro ed ipotizzando
costi di struttura allineati a quelli riportati in media nella tabella
3, si perviene ad un BEP (break-even point o punto di pareggio) EBITDA
pari a circa 400.000 spettatori.
(clicca per fig. 9)
Includiamo ora nel calcolo di sensitività il fabbricato e le attrezzature
tecniche. Si ipotizza un fabbricato grezzo del valore complessivo pari
a 11.500.000 Euro ed altre immobilizzazioni tecniche ed immateriali per
un valore pari a 7.500.000. Si configura quindi una struttura del valore
complessivo di 19.000.000 Euro, per una capacità pari a 3.000 posti. Inserendo
nell'analisi le strutture tecniche si possono prefigurare quattro ipotesi
alternative di lavoro:
- Ipotesi
A - acquisto dell'immobile ed applicazione delle aliquote fiscali di
ammortamento. Addebito di un costo del capitale pari al 2,5% (aliquota
che tiene conto di eventuali finanziamenti agevolati);
- Ipotesi
B - accensione di un leasing immobiliare a 12 anni ed acquisizione di
tutti gli impianti tecnici e di condizionamento con relativa aliquota
fiscale. Addebito di un costo del capitale pari al 2,5%;
- Ipotesi
C - affitto dell'immobile già attrezzato, ad un costo di affitto pari
al 7% del valore dell'immobile. Questa soluzione prefigura un costo
di affitto annuo pari a circa 450 Euro per posto a sedere;
- Ipotesi
D - affitto dell'immobile grezzo ed acquisizione delle attrezzature
tecniche con relativa aliquota di ammortamento. Questa soluzione evidenzia
un costo di affitto del grezzo pari a circa 270 Euro per posto a sedere.
(clicca
per fig. 10)
L'analisi
pone in evidenza i differenti punti di pareggio relativi alle ipotesi
proposte e va a corroborare le preposizioni iniziali secondo cui:
- La soluzione
del leasing immobiliare è quella che manifesta il più alto punto di
pareggio. Di fatto, la minor redditività è da considerarsi solo apparente
in quanto cela i profitti nel valore dell'immobile e tende a costituire
il valore dell'immobile in dieci-dodici anni;
- L'ipotesi
di affitto dell'intera struttura attrezzata è quella che espone al minor
rischio imprenditoriale e può servire in logica di breve periodo per
valutare con flessibilità le prospettive di redditività del business,
specie in ipotesi di incertezza sull'evoluzione dell'offerta. Questa
soluzione configura un costo di affitto per posto che garantisce alla
proprietà dell'immobile il rientro dell'investimento in dieci-quindici
anni;
- L'ipotesi
di affitto della sola struttura grezza è quella che appare meno vantaggiosa,
in quanto manifesta un elevato punto di pareggio e non consente l'accumulo
di valore nell'immobile;
- L'ipotesi
di acquisizione diretta se, da un lato, appare vantaggiosa in termini
di break-even in relazione al leasing, dall'altro lato richiede un elevato
fabbisogno di capitali. E' da valutarsi, al contempo, il vantaggio fiscale
dell'operazione e l'innalzamento del rischio d'impresa. La combinazione
di questi fattori ci induce, di fatto, ad associare gli investimenti
in multiplex alla stregua delle operazioni di real estate.
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Note |
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(1) Infatti, i multiplex sono degli spazi globali, che presentano
molteplici punti di contatto con le città. Oltre che essere composti da
un sistema di offerta culminante con lo spettacolo filmico (bar, ristorante,
negozi, ecc), sono organizzati in modo attento. Si tratta di una cittadina
artificiale, dove tutto deve essere adeguatamente pre-programmato e gestito. |
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(2) Per il computo di tale indicatore sono stati esclusi gli oneri
relativi ai canoni leasing correlati all'immobile. In tal modo, si rende
confrontabile l'indicatore di redditività indipendentemente dalle modalità
di acquisizione dell'immobile. Attraverso la soluzione leasing, infatti,
il periodo di "copertura" dell'investimento è solitamente pari a 10-12 anni,
mentre le aliquote fiscali di ammortamento dell'immobile prevedono 30 anni
di vita utile. |
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(3) Il campione di analisi è costituito da quattro casi multiplex
operanti da almeno due anni. In questa sede si desidera ringraziare tutti
coloro che hanno contribuito alla ricerca con generosa disponibilità di
tempo ed informazioni. |
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(4) Il servizio di prenotazione può alternativamente essere considerato
in aggiunta rispetto al prezzo del biglietto oppure essere dedotto dal prezzo
del biglietto di vendita. Nel primo caso, il servizio di prenotazione costituisce
un ricavo differenziale, aggiuntivo rispetto al biglietto, sul quale viene
applicata l'IVA al 20% in quanto pertinente al servizio e non al biglietto.
Nel secondo caso non si ha un ricavo differenziale, bensì un differenziale
di costo: il servizio di prenotazione dedotto dal prezzo del biglietto riduce
l'imponibile sul quale si applica la quota spettante al distributore. |
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(5) Le principali voci di costo di quest'area sono : il
noleggio del film (quota distributore), il personale full e part time, manutenzione
(ordinaria e straordinaria), assicurazioni, ammortamenti o leasing o affitti,
utilities varie, ecc. |
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(6) Non è da trascurare l'impatto finanziario legato alla dinamica
del circolante. Mentre l'incasso di sala avviene con l'immediato incasso
del ricavo, la retrocessione al distributore avviene mediamente a distanza
di 28 giorni (il distributore fattura settimanalmente i compensi maturati
ed il pagamento avviene a 21 giorni data fattura). |
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(7) Qualcosa di simile si verifica quando si tolgono dall'offerta
articoli facilmente soggetti a furti (quali le caramelle): anche in tal
caso l'analisi di convenienza economica deve essere accompagnata da una
valutazione dell'importanza che tali prodotti rivestono per il pubblico.
In sostanza, si rende necessario assicurare la presenza di prodotti che,
indipendentemente dal livello di profittabilità, sono considerati essenziali
dalla clientela, al fine di conciliare redditività e servizio al cliente.
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(8) La priorità assoluta va assegnata al conseguimento di condizioni
igienico - sanitarie di eccellenza, in quanto eventuali intossicazioni alimentari
potrebbero riguardare migliaia di spettatori contemporaneamente, generando
un danno di immagine enorme per il multiplex. Questa esigenza va però coniugata
con la costante ricerca di minimizzazione dei costi. Per conseguire tale
obiettivo si ricorre pertanto all'adozione di sottovuoti, atmosfere modificate
ed abbattitori, che consentono, assicurando condizioni igieniche migliori
e di programmare tempi di scadenza più lunghi. |
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(9) Prodotti tematizzati: si tratta degli articoli ispirati al tema
che caratterizza il film in visione (si pensi i gadget relativi ai prodotti
filmici destinati ad un pubblico più giovane). Anche se spesso sono poco
redditizi, la loro presenza è giustificata dalla funzione coreografica che
svolgono. |
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(10) I prodotti personalizzati sono articoli di varia natura, aventi
in comune la caratteristica di essere effigiati dal nome, marchio, logo,
mascotte del multiplex o del gruppo cui il multiplex fa capo. |
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(11) Quest'ultima scelta può riguardare unicamente i servizi accessori
a quelli erogati dall'area "cinema", come ad esempio, i servizi di ristorazione
e/o servizi di commercializzazione dei prodotti. |
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(12) Causa la stagionalità del business, quello indicato appare il
periodo maggiormente significativo, all'interno del quale sono applicabili
i range di spettatori rappresentati. |
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(13) La catch area, o bacino di spettatori, viene usualmente suddivisa
in fasce, in funzione del tempo di raggiungimento della struttura multiplex.
Così si definisce primary area il bacino che può raggiungere il multiplex
entro 10 minuti di spostamento, costituisce secondary area il bacino di
spettatori che impiega dai 10 ai 30 minuti. La suddivisione in fasce distinte
può consentire l'evidenziazione di tassi di frequenza differenti. |
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