WINNIE THE POOH E GLI EFELANTI
Titolo originale Pooh’s Effalump Movie regia Frank Nissen origine Usa 2005 durata 68’ distribuzione Buena Vista età consigliata dai 5 ai 7 anni

La popolazione del Bosco dei cento Acri è in fermento. Winnie Pooh, Pimpi e Tigro hanno sentito dei potenti barriti che li hanno svegliati d’improvviso. Svegliano così mamma Kanga e il piccolo Roo e si recano da Tappo per stabilire il da farsi. Il coniglio non ha udito nulla ma le enormi impronte davanti a casa gli fanno comprendere immediatamente la gravità della situazione. Si decide di organizzare una spedizione il cui obiettivo sarà quello di cacciare gli Efelanti (esseri mostruosi sui quali si fantastica) dalla zona. Il piccolo Roo vorrebbe unirsi al gruppo ma gli viene fatto notare che è troppo piccolo. Dopo aver ricevuto le coccole della mamma prima di andare a dormire Roo decide comunque di non desistere: si muoverà da solo, armato di una corda per catturare il suo Efelante. Si inoltra quindi nel territorio sconosciuto denominato il Vallone degli Efelanti. Qui incontra Effy, un piccolo Efelante smarrito che ha, a sua volta, paura degli animali che abitano il Bosco dei Cento Acri. Mentre Winnie Pooh e gli altri, dopo una missione infruttuosa, cominciano ad apprestare trappole, Roo scopre quanto Effy sia simile a lui. Per di più non riesce a mettersi in contatto con la mamma che lo chiama (ecco la ragione dei barriti) ma a cui lui non ha la forza di rispondere. Roo decide allora di portarlo con sé ai Cento Acri: mamma Kanga saprà bene come risolvere la situazione. Li aspettano però le trappole ed Effy fugge spaventato finché non finisce in una gabbia da cui è impossibile uscire. Roo, dopo aver spiegato ai suoi amici che il piccolo Efelante non costituisce affatto un pericolo, scioglie le corde che tenevano insieme la gabbia e lo libera. Ma un imprevisto scivolamento lo fa finire sotto una catasta di tronchi. E’ ora il momento di Effy. Riesce a trovare tutto il fiato necessario per chiamare la sua mamma che sposterà gli alberi liberando con la proboscide il cangurino. Ora che si sono conosciuti, gli abitanti del Bosco dei Cento Acri e gli Efelanti sanno di non doversi temere reciprocamente.

Per la terza volta una storia originale di Winnie Pooh e dei suoi amici raggiunge il grande schermo e lo fa, in questa occasione, mettendo al centro, dopo l’esagitato Tigro e il maialino Pimpi, il piccolo canguro Roo. Sarà lui a offrire ai suoi compagni una lezione di vero coraggio. Quel coraggio che nasce dal non chiudersi a ciò che è sconosciuto ma dal valutarlo per quello che è realmente. Roo scopre in Effy un cucciolo con i suoi stessi problemi, desideri e paure e la mamma dell’Efelantino, per quanto imponente, nutre gli stessi sentimenti affettuosi della sua. E’ un messaggio declinato con la grafica consueta della serie che prevede un disegno ben marcato per i personaggi, inseriti però in un’ambientazione dai colori tenui. La narrazione ha ritmi destinati a un pubblico non di ‘piccoli adulti’ (come spesso accade con l’animazione contemporanea) ma di “piccoli-piccoli”. Quindi con quel tanto di poesia, di canzoni, di divertimento e di riflessione che possono adattarsi a un essere umano in formazione. Si tratta di un vero messaggio controcorrente di questi tempi in cui il sospetto verso il diverso e l’intolleranza pregiudiziale inquinano il mondo e minano alla base i pochi valori ancora rimasti vivi nella civiltà postmoderna. Il messaggio che sta alla base del film non è acriticamente solidaristico. Effy e Roo si stimano perché si ri-conoscono come simili dopo aver condiviso alcune esperienze. Il cangurino molto semplicemente non si è limitato a giudicare aprioristicamente.
Il personaggio simbolo della serie, il goloso orsetto Winnie the Pooh questa volta è perfettamente integrato nel gruppo dei pregiudizialmente timorosi di qualsiasi novità e fa, anche lui insieme agli altri, una figura non proprio bella. Vedere Winnie, Pimpi, Tappo e Tigro impegnati a lanciare corde con nodo scorsoio verso il piccolo efelantino per catturarlo non può fare una buona impressione in un piccolo spettatore che li considera suoi eroi ma può però, proprio per questo, essere occasione di riflessione. Se questi personaggi fondamentalmente “buoni” finiscono col comportarsi così vuol dire che il pregiudizio può davvero accecare. Se non intervenisse il piccolo Roo l’efelantino sarebbe perduto. E’ interessante poi che in questa vicenda il bambino Christopher Robin sia assente. Tutto è concentrato intorno al ‘quieto vivere’ degli abitanti del Bosco dei Cento Acri. Una quotidianità che viene messa in pericolo dall’incombenza di una minaccia che è tale proprio perché sconosciuta. “Un efelante è un animale con gli artigli! Ha la coda spinosa, gli occhi spaventosi e strane ali!” affermano Tappo e Tigro che non ne hanno mai visto uno. “Fantastico!” replica il piccolo Roo che non prova alcuna paura ed è disponibile all’incontro.

Spunti di riflessione
*Cosa sono i pregiudizi?
*L’arrivo di un nuovo bambino/a nella classe o in altri ambiti collettivi provoca curiosità positiva o timore?
*Ti è mai capitato di aver timore prima di conoscere una persona (ad esempio una maestra) perché temevi che fosse severissima o antipatica, per scoprire invece poi che in realtà non era così?
*Come nasce l’amicizia?
*Si può essere amici pur avendo abitudini e modalità di vita completamente diverse?
*Nel film sono presenti la mamma di Roo e quella di Effy. Come si comportano con i loro piccoli?
*Perché gli amici di Roo, pur essendo fondamentalmente buoni, iniziano la caccia al ‘mostro’? Cosa li motiva? Cosa capiscono alla fine?

Percorsi didattici
*Come nasce il pregiudizio?
*La paura dell’ignoto.
*La diversità come problema o come arricchimento

 

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