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LA
STELLA DI LAURA
Titolo originale Lauras Stern
regia Piet De Rycher, Thilo Graf Rothkirch; origine
Belgio/Bulgaria/Germania, 2004 durata 75
distribuzione Warner Bros Italia
età consigliata dai 4 anni
Laura
è una bambina di 8-9 anni appena arrivata in città dalla
campagna con i genitori e il fratellino Tommy. Non ha intenzione di restare
nella nuova casa e ha trasformato nella sua fantasia il trasferimento
in un viaggio in astronave.
Il fratellino Tommy ha un peluche che considera il suo cane proteggitore.
Il giocattolo finisce in strada e, cercandolo, Laura incontra Max, un
coetaneo vicino di casa appassionato di volo tanto da aver costruito sulla
terrazza comune una specie di veicolo spaziale.
La sera, dopo aver stipulato con la madre (una violoncellista) un compromesso
mirante a prendere tempo per stabilire se davvero la nuova casa si trovi
in un luogo invivibile, Laura, assistendo al fenomeno delle stelle cadenti,
trova una stellina che è precipitata fratturandosi una punta. Riesce
a curarla restituendole la parte mancante. Intanto Tommy si
è accorto di tutto e vuole che la stellina compia anche per lui
unamagia. Per il bambino è importante che il cane proteggitore
diventi vivo. Il che puntualmente accade.
La mamma conduce la famiglia al teatro dove dovrà esibirsi. La
stellina, che accompagna sempre Laura nel suo zaino, vede una Luna e un
Sole di scena e si sente come a casa. Di fatto ha nostalgia per lo spazio.
La sera del concerto la bambina cerca di consegnare larchetto alla
mamma che lo ha dimenticato a casa. La stella laiuta portandola
in volo al teatro. Ma la nostalgia di casa la prende e fugge finendo col
precipitare in uno stagno. Laura la ritrova ma la punta si è di
nuovo staccata e la stella sembra ormai irrimediabilmente spenta. Max,
che le ha seguite, la ritrova e la consegna a Laura. Ora la stella può
davvero tornare nello spazio permettendo a Laura e Max di volare a loro
volta. I due bambini si ritroveranno al mattino successivo con la consapevolezza
di una nuova amicizia. Ora Laura non chiede più di tornare nella
vecchia casa.
Un
film di animazione di produzione tedesca capace di confrontarsi ad armi
pari, sia per grafica che per contenuti, con i rivali statunitensi e con
in più un punto di vista europeo. Il che non guasta
nel sempre più univoco orizzonte cinematografico nostrano. Il film
ha inoltre il pregio di rivolgersi a una fascia detà a cui
vengono indirizzati pochissimi film, attenti allo stadio evolutivo specifico.
Laura, Max e Tommy agiscono come bambini della loro età non come
mini supereroi. Il rapporto con il mondo fantastico viene vissuto non
come pura e semplice occasione per proporre effetti visivi ma come possibilità
di interpretare la realtà da parte dei bambini superando ansie
e frustrazioni.
Ecco così che, sin dallinizio, Laura cerca di trasformare
il trasloco della famiglia in un viaggio spaziale. La sua astronave
la protegge dallignoto costituito dalla nuova casa. Ha la stessa
funzione che per Tommy assume il peluche proteggitore. Questo
indicatore è importante perché tende a sottolineare come,
al di là delle fasi di crescita riconosciute, gli adulti tendano
a ritenere già grandi i figli talvolta precocemente,
sottovalutando le loro insicurezze. Al contempo però lastronave
costituisce la premessa per linizio dellamicizia con Max,
anche lui appassionato del volo spaziale.
E interessante notare come il rapporto con il coetaneo si instauri
per tappe. Non cè nulla di scontato nella relazione, che
inizia, anzi, con una certa diffidenza reciproca. La solitudine li accomuna
(Max viene isolato dai compagni così come Laura si sente isolata
nella nuova dimensione abitativa) e, pian piano, il loro legame verrà
a costituirsi in maniera forte grazie a un ulteriore stato di deprivazione:
quello della stellina. La stella è, al contempo, priva di una punta
e lontana dalla propria collocazione nel firmamento. Il precario cerotto
che Laura le applica per riattaccarle la punta ritrovata (che verrà
poi persa e trovata di nuovo) è in qualche misura simbolico nei
riguardi della condizione della bambina. Laura ha bisogno del collante
forte dellamicizia per poter riacquisire la fiducia e la sicurezza
che il trasloco le ha fatto smarrire. I genitori si accorgono degli effetti
negativi che il trasloca ha sulla bambina; la madre, con un compromesso,
cerca di trovare un temporaneo rimedio.
La stella non è però solo oggetto di aiuto e
protezione. E infatti in grado di ricambiare lassistenza ricevuta
animando i pupazzi e creando quindi una compagnia che non può comunque
sostituire quella degli esseri umani. E interessante poi notare
come il mondo della creazione artistica venga preso in esame in modo semplice
ma efficace. La madre di Laura, musicista, è assorbita dalla sua
attività senza per questo diventare assente. Laura
non viene lasciata ai margini ma portata a visitare il teatro prima del
concerto. Sarà grazie a questa visita che potrà poi intervenire,
con laiuto della stellina, per far trovare alla madre larchetto
in camerino. Questo però farà ritenere come veri
i falsi Sole e Luna di scena da cui la stellina verrà attratta
come se fossero gli astri che lei conosce. Questa scena attiva la riflessione
sullillusorietà della rappresentazione e sul rapporto tra
finzione e realtà nonché sulla vulnerabilità di chi
si trova in difficoltà.
Il finale è al contempo lhappy end necessario per un film
per i più piccoli ma costituisce anche loccasione per una
riflessione legata al mutamento: il trasloco non è stato un episodio
del tutto negativo nella vita della protagonista. Ciò che fa la
differenza sono le relazioni che possono instaurarsi o non instaurarsi
con il nuovo ambiente. Max è stato riconosciuto come un coetaneo
con cui poter condividere desideri e aspettative.
Spunti
di riflessione
*Lamicizia come processo in continua evoluzione.
*Lamicizia come compensazione alla solitudine.
*Lamicizia individuale e quella di gruppo.
Percorsi
didattici
*Individuare quanti alunni hanno cambiato residenza nel corso della loro
vita (con particolare attenzione a chi è emigrato) facendo verbalizzare
e disegnare con quali modalità ciò è avvenuto.
*Riflettere insieme sul processo di integrazione (avvenuto, non completamente
avvenuto, ancora in corso).
*Le radici. La nostalgia come freno o come incentivo a crescere perché
consapevoli di un passato?
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