SHARK TALE
Regia Bibo Bergeron, Vicky Jenson, Rob Letterman origine USA 2004 durata 90’ distribuzione UIP età consigliata dagli 8 anni

Immaginatevi una New York subacquea con quartieri che ricordano Los Angeles, Las Vegas e Atlantic City: qui vive la “famiglia” del boss Don Lino.
Dopo le avventure di Nemo, il cinema di animazione torna a esplorare gli abissi marini e a frequentare i suoi coloratissimi abitanti e, questa volta, vanno in scena i pesci della Dreamworks.
Don Lino ha grandi idee per i suoi due figli, Lenny e Frankie: Lenny, quello minore, non ne vuole sapere di ereditare le “doti” di famiglia: è vegetariano, pacifista e si traveste da delfino per sfuggire al suo destino di assassino predatore; Frankie, invece, ha il “sangue caldo”, si arrabbia per nulla ed è fortemente ancorato alle tradizioni familiari.
Ma un giorno Frankie muore in uno sfortunato incidente: all’accaduto assiste il pesciolino Oscar, simpatico rapper che sogna una carriera da star. Oscar, quando parla, riesce a convincere tutti, anche i suoi amici che abboccano alle sue storie tanto da credere di avere di fronte il difensore della barriera Corallina. Oscar, infatti, quel giorno, viene per caso a trovarsi sul posto dove giace il cadavere dello squalo Frankie, ucciso per errore da un’àncora. Il pesciolino decide di prendersi il merito di averlo ucciso e così diventa famoso e popolare come un eroe, pertanto viene battezzato “sharkslayer” (l’ammazzasquali) e viene accolto sotto l’ala protettrice degli antagonisti dello squalo mafioso. Ma Don Lino è assolutamente deciso a vendicare la morte del figlio. Per fortuna, Lenny — il fratello del defunto — conosce la verità e, dopo essere stato ripudiato dal padre, andrà a convivere con Oscar al quale salverà la pelle, anzi le pinne!

Questo è l’ambiente in cui vive e lavora (poco) Oscar, il pesciolino che vuole afferrare “l’american dream”. Oltre a Oscar, nell’universo sottomarino vivono anche Angie, un piccolo squalo femmina innamorato segretamente di Oscar, l’unica che credeva in lui quando non era nessuno; Lola, un pesce drago che, grazie alla sua femminilità prorompente, riesce a ottenere tutto ciò che vuole; Sykes, il pesce palla borioso che non perde mai l’occasione di fare soldi “sporchi”; Luca, un viscido polipo; Bernie e Ennie, due meduse con un forte senso dell’umorismo e…tanti altri personaggi ancora.
Una parodia, dunque, della mafia in Shark Tale, in cui si susseguono gags e battute esilaranti con continui riferimenti a fatti e personaggi recenti e l’inevitabile “happy end”.
Siamo di fronte al classico gioco delle parti: verità e menzogna si sovrappongono in un continuo crescendo di errori e messe in scena.
Le vicende si svolgono in una città marina ipertecnologica e tutti i personaggi hanno le voci di grandi star (De Niro, Martin Scorsese, Angelina Jolie, eccetera), ma la novità è che ne incarnano anche le fattezze fisiche: Don Lino presenta il neo di De Niro, Oscar le orecchie a sventola di Willy Smith, Angie le labbra e gli occhioni della Jolie…..
Dal punto di vista espressivo i risultati sono eccellenti: tecnica digitale 3D che crea sullo schermo originali e bellissimi sfondi e fondali dalle sfumature di colori fantasiosi e magici. Inoltre, i personaggi sono ricchissimi di gestualità e particolarità uniche per ognuno. Tutto è commentato da un’appropriata colonna sonora. Che, con musiche ritmatissime o con melodie più dolci, sottolinea le mirabolanti avventure che coinvolgono, di volta in volta, i vari personaggi.
Una parodia della mafia, ma anche una storia semplice, un racconto di amicizia e di amore, di buoni sentimenti e di fraternità.
Lo spirito del film suggerisce anche altre riflessioni: sul denaro e sulla fama, per esempio e anche la tematica genitori-figli non è affrontata con superficialità, ma al contrario, viene sottolineato come i genitori abbiano il dovere di essere attenti alle esigenze dei figli.
Gli spettatori più giovani possono cogliere facilmente questi messaggi; gli adulti possono apprezzare anche l’originalità dei dialoghi e la qualità tecnica della messa in scena.
Tutti, quindi, possono godere di questo piccolo gioiello di humor disincantato e corrosivo.

Spunti di riflessione
*Qual è il personaggio che preferisci e perché?
*Se tu fossi stato al posto di Oscar ti saresti comportato allo stesso modo?
*Analizza tutti i personaggi: come appaiono per la prima volta sullo schermo, come parlano e si comportano, come si evolve il loro personaggio e poi analizza il loro ruolo nella storia.
*Quali sono, secondo te, le tematiche principali affrontate nel film? E su quali valori si deve basare una profonda amicizia?
*Qual è il concetto di “famiglia” che emerge dal racconto? E per te che significato ha la famiglia?
*Qualcuno, forse, si augurava che almeno nell’Oceano fossero assenti problematiche come la mafia e la corruzione e invece si sbagliava; quali sono gli stereotipi (gesti, parole, atteggiamenti) che nei fondali marini ricordano la mafia “vera”?
Prova a dare una definizione delle parole: onore, dignità e rispetto.

Percorsi didattici
*Ogni alunno può disegnare la scena che gli è piaciuta di più e, alla fine, tutta la classe può riscrivere la “sceneggiatura”.
*Con l’aiuto degli insegnanti, genitori, nonni, amici… individua le numerose citazioni cinematografiche, musicali e di costume (per esempio la Coral Cola!) presenti nella narrazione.
*Quali sono le differenze, dal punto di vista tecnico ed estetico, tra il cinema di animazione classico e quello in digitale. Svolgi una breve ricerca.
*Shark Tale è uno di quei film che non si dovrebbero doppiare in altre lingue; le voci, infatti, sono quelle di grandi attori del calibro di De Niro e Willy Smith. Stimolare una discussione sull’utilità del doppiaggio: è sempre utile? Motivare le risposte. Esistono mezzi per mantenere le voci originali e rendere comprensibile ugualmente il film?

 

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