RUSTY IL SELVAGGIO (Rumble Fish)
Regia e scenegg.: Francis Ford Coppola, da un romanzo di Susan E. Hinton. Int.: Matt Dillon, Mickey Rourke, Dennis Hopper, Diane Lane, Nicolas Cage, Vincent Spano, Chris Penn, Tom Waits. USA, 1983, b/n, durata: 94’. età consigliata: dai 14 anni

Rusty James ha sedici anni e vive a Tulsa, in Oklahoma, con il padre, un ex avvocato abbandonato dalla moglie dieci anni prima, vittima dell’alcolismo. Irrequieto, spregiudicato, avverso alla carriera scolastica, il giovane è a capo di una piccola banda di teppisti suoi coetanei, spesso implicati in risse e sfide notturne. Rusty si ispira al suo modello ideale, e cioè al fratello maggiore, motociclista, leader di un’altra banda locale, che dopo aver trascorso diverso tempo in California, durante l’ennesima rissa, arriva all’improvviso per ricongiungersi alla famiglia. Il ventunenne è già deluso dalla vita e assorbito dalle esperienze fatte.
Rusty continua a vivere la sua storia di sempre. Incontra l’amore ma poi se ne stanca, viene ferito, inizia a bere, passa da una rissa all’altra, frequenta ragazze sempre diverse, e spesso rievoca la madre lontana e perduta, nutrendo sempre la stessa ammirazione per il fratello. Quest’ultimo, una notte, entra in un negozio di animali con l’intenzione di rubare dei pesci da combattimento, che, costretti a vivere in cattività, si uccidono tra loro, o si suicidano a causa della loro immagine riflessa. Ma “Motorcycle Boy” (questo è il soprannome del ragazzo), quando si reca al fiume per liberare i pesci, viene ucciso da un poliziotto di ronda.
A questo punto Rusty è solo. Con i pesci e la moto del fratello parte per la California, nella speranza di ritrovare il senso delle cose.

Rusty il selvaggio è un film sulle bande giovanili. E il suo regista, Francis Ford Coppola, si è sempre dimostrato molto attento al tema dell’aggregazione (anche Il padrino ne è un esempio).
Egli sviluppa la sua riflessione considerando innanzitutto la gioventù come dato antropologico, come tappa obbligata di un percorso più ampio, in cui si creano, dalla notte dei tempi, meccanismi specifici e ripetuti. L’aggregazione tribale, presentata con efficacia nel film, è uno degli aspetti fondamentali che caratterizzano questa tappa. Il bisogno di far parte di un gruppo, di sentirsi inserito in una piccola realtà collettiva è il risvolto tipico della fase adolescenziale vissuta da ogni essere umano. La giovane età, inoltre, sembra rendere invincibile chiunque, destando così una nuova percezione di potere e di comando, in grado spesso di far nascere nei ragazzi un forte senso di ribellione. Tutto ciò emerge in maniera evidente nelle sequenze del film. Ma è bene considerare anche l’ambiente che circonda i personaggi. Unioni fallite, abbandoni, depressioni, famiglie disgregate. Mentre il padre e il fratello sono segnati dalle esperienze vissute, Rusty non ha ancora sviluppato una vera “coscienza della sofferenza”. Le sue azioni non sono determinate da un senso di ribellione dichiarato e dovuto al disagio esplicito, ma dai meccanismi giovanili, dall’energia e dal senso di potenza, dall’indifferenza verso il pericolo. Il protagonista manifesta la necessità di esprimersi e di rendersi visibile agli occhi del mondo, seguendo l’esempio di chi è più grande. Non è cattivo, né arrabbiato, solo spavaldo. Ma con una sua morale. Il dolore è dentro di lui, ma sopito. Non lo conosce ancora.


Spunti di riflessione
* Il senso di appartenenza
* Dal gruppo alla banda.
* Cosa spinge Rusty a comportarsi da teppista?
* Adolescenza: voglia di libertà e senso del potere.
* Cosa rappresenta per Rusty il fratello maggiore?
* La figura del padre.
* Perché il fratello di Rusty vuole liberare i pesci?
* Cosa rappresentano la moto del fratello e la vasca dei pesci?

 

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