ROBOTS
Regia Chris Wedge, Carlos Saldanha origine Usa 2005 durata 91’ distribuzione 20th Century Fox agenzia Lombardia Arcofilm età consigliata dai 10 anni

Il piccolo Rodney vive nel mondo dei robot e sogna di aiutare i genitori poco abbienti diventando un grande inventore. Perciò si reca nella grande città a incontrare il robot mecenate Bigweld. Ma questi è stato destituito dal feroce robot di ultima generazione Rached, il quale intende capovolgere i dettami dell’azienda e produrre invenzioni che non mirino più al soddisfacimento dei bisogni reali, ma alla creazione di desideri voluttuari, complice un’aggressiva propaganda. Chi non potrà acquistare i nuovi beni verrà poi rottamato, dando così lavoro alla fonderia che si trova nei sotterranei della città, una specie di regno degli orrori, gestito dalla madre dello stesso Rached. Con l’aiuto di alcuni sgangherati amici Rodney cerca dunque di salvare Bigweld e il destino dell’azienda.

Realizzato dagli stessi autori de L’era glaciale, Robots è un classico racconto di formazione che vede un giovane protagonista scontrarsi con le asprezze del mondo “adulto”. Nel caso specifico la critica degli autori sembra indirizzarsi verso la società capitalistica, investendo problematiche tutt’altro che scontate, come il ruolo che la propaganda riveste all’interno del circuito di produzione e distribuzione dei beni. La dicotomia sulla quale si basa il film vede dunque contrapposta la creazione di strumenti utili ad aiutare la gente e uno spietato meccanismo economico, dove la produzione è un processo autoreferenziale, nel quale si creano artatamente i bisogni allo scopo di vendere i materiali prodotti. Situare questa vicenda nel mondo dei robot ha poi un valore metaforico, poiché in questo modo si accenna satiricamente alla degradazione dell’essere umano a ingranaggio del circuito produttivo, a semplice appendice meccanica di un meccanismo spietato e inarrestabile. Il problema, dunque, non è più se i robot possano essere considerati una “nuova razza” come avveniva nei racconti di fantascienza “problematica” degli anni Ottanta, incentrati sul rapporto fra gli uomini e la nascente intelligenza artificiale, ma cosa rende una società degna di essere considerata un modello. Per Chris Wedge e Carlos Saldanha sono i sentimenti puri, come l’amicizia, l’altruismo, la solidarietà e, più in generale, la possibilità che ognuno di noi ha di raggiungere la felicità: in fondo è il classico sogno americano, ma è anche il compimento della massima di Henry Ford (fondatore della celebre casa automobilistica) per il quale il progresso si compie quando i benefici di un’invenzione risultano condivisibili dalla società intera.
Robots rappresenta dunque un monito contro le derive disumane di un processo produttivo e invita a riflettere chi detiene posizioni di prestigio e guida, poiché dalla propria capacità propositiva può derivare un circolo virtuoso che conduce alla felicità globale. Non a caso Bigweld si lascia sostanzialmente spodestare poiché viene convinto a ritirarsi a vita privata, a non investire più nella sua attività di mecenate e quindi il decadimento della società è anche colpa della sua indifferenza. Essendo però Wedge e i suoi soci anche dei cinefili di provata fede, non è azzardato affermare che il tentativo di rifondazione del sogno americano alla base di Robots concretizzi anche il desiderio di recuperare alcune caratteristiche tipiche del cinema statunitense classico. La favola del ragazzo ingenuo che grazie alla propria bontà d’animo riesce a sconfiggere le avversità e a porsi come elemento aggregante in un contesto disumano rimanda infatti alle parabole fiabesche di Frank Capra. Ma, fatti i debiti distinguo, viene in mente anche un paragone con le storie di John Ford, fondate per l’appunto sull’aggregazione di singoli reietti, la cui unione si contrappone alla miseria circostante. Tutto questo senza considerare come, nei fatti, gli autori rendano anche omaggio alla propria condizione di outsider, che sono riusciti a ritagliarsi una posizione all’interno del mercato globale dell’animazione puntando da un lato su storie semplici, fondate sul trionfo dei sentimenti positivi, e dall’altro su una scarsezza di mezzi che ha costretto inevitabilmente ad aguzzare l’ingegno, pur essendo corretto affermare che Robots dimostra di avere alle spalle una produzione certamente più sostanziosa di quella de L’era glaciale, che poteva vantare un tratto più stilizzato e una maggiore attenzione alla qualità delle gag.

Spunti di riflessione
*L’importanza dell’amicizia nel percorso di formazione di Rodney: elenca le caratteristiche dei vari personaggi che aiutano il protagonista, analizzando in che modo essi riescono ad aiutarlo e come a loro volta risultino arricchiti dall’esperienza con lui.
*Il ruolo della propaganda nella società attuale: quanta influenza hanno sulle tue scelte i consigli elargiti dalla televisione e dagli spot pubblicitari? Quale ritieni debba essere lo scopo della propaganda?
*Elenca le similitudini fra il nostro mondo e la realtà di Rodney, con particolare riferimento ai due sistemi economici proposti dal film: ritieni che il mondo sia più simile a quello sognato da Rodney o da Rached?
*La figura del mecenate: elenca le caratteristiche di Bigweld e analizza i motivi del suo comportamento: perché per lui è così importante dare aiuto a chi riesce a procurargli delle buone idee?

Percorsi didattici
*I robot nella storia del cinema: dal Robby de Il pianeta proibito (1956) a Rodney, passando per il David di A.I. - Intelligenza Artificiale: come è cambiata la raffigurazione di questa affascinante icona nel corso dei decenni?
*Guarda il film insieme a L’era glaciale (vedi catalogo Arrivano i Film 2002/2003) e analizza gli spunti tematici e le relazioni tra i personaggi: quali sono gli elementi in comune?
*Vari tipi di propaganda: le diverse forme di comunicazione esistenti (pubblicità su carta stampata, in televisione, propaganda elettorale).

 

FOTO GALLERY