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I
QUATTROCENTO COLPI (Les quatre-cents coups) Antoine Doinel vive con la madre e il padre adottivo in un piccolo e insufficiente appartamento di un quartiere popolare di Parigi. Lostilità dellambiente e lincomprensione delle persone con cui vive, determinano i gesti di rivolta di Antoine, che si difende come può. Marinare la scuola, rubare i soldi della spesa, mentire a genitori e insegnanti divengono pratiche quotidiane che tradiscono il bisogno di evadere, di vivere la propria vita in maniera diversa. Ma per i professori, Antoine non è che un ragazzo particolarmente indisciplinato che va punito; per i genitori, troppo occupati dai rispettivi problemi, egli è piuttosto un ingombro, un peso da tollerare finché è possibile. Un giorno, per giustificare unassenza da scuola, Antoine si inventa la morte della madre; scoperto, decide di non tornare a casa e passa la notte in una stamperia, dove lo ha condotto il suo unico amico e compagno di scuola René. Il giorno seguente, i genitori si prendono cura di lui, sono affettuosi e pieni di attenzioni. Antoine fa buoni propositi, promette di impegnarsi; ma a scuola il professore lo accusa di aver copiato il tema da un brano di Balzac I
quattrocento colpi, presentato a Cannes nel 1959, è il film che
forse meglio rappresenta François Truffaut. La produzione del grande
regista francese è caratterizzata dal fenomeno della Nouvelle Vague,
una corrente che, stanca di esser chiusa negli schemi del panorama cinematografico
tradizionale, prende le distanze da esso e introduce un nuovo modo di
fare cinema, più libero, più vivo e più sincero.
Un po come aveva fatto anche il Neorealismo, la Nouvelle Vague vuole
raccontare storie comuni, situazioni reali, ponendo in risalto contraddizioni
e sentimenti dellanimo umano. Spunti
di riflessione |