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LA
NOTTE DI SAN LORENZO
Regia: Vittorio Taviani, Paolo Taviani.
Scenegg.: V. Taviani, P. Taviani, Tonino Guerra.
Int.: Omero Antonutti, Claudio Bigagli, Margarita Lozano, Massimo
Bonetti, Norma Martelli. Italia, 1982, col., durata:
105. età consigliata: dai 14
anni
Una
voce femminile fuori campo inizia a raccontare di una tragica vicenda
svoltasi a San Miniato durante la Seconda guerra mondiale. Nellestate
del 1944, nonostante i tedeschi stessero per ritirarsi, tra gli abitanti
dellantico paese della campagna toscana la tensione era sempre altissima,
poiché lintera zona era stata minata. I cannoni rombavano
in sottofondo, quando improvvisamente, in un campo, alcune persone uscirono
allo scoperto da buche nascoste. Erano gli invitati al matrimonio clandestino
di Corrado e Bellindia, già in attesa di un figlio. Il paese era
deserto. Le cantine del palazzo dellavvocato divennero il rifugio
di tutti. Ad un tratto giunse il vescovo del paese, accompagnato dal segretario
e da due militari fascisti, per comunicare un messaggio del comando tedesco:
il paese sarebbe saltato in aria alle tre di notte e solo la cattedrale
avrebbe assicurato protezione e salvezza per tutti. Ogni richiesta di
chiarimenti ulteriori risultò vana. Fidarsi del nemico oppure no?
Tra gli abitanti di San Miniato si creò una frattura etica e culturale.
Un gruppo decise di seguire nella fuga il fattore dellavvocato e
un altro preferì affidarsi al vescovo, riparando nella chiesa.
I fuggiaschi non ebbero senzaltro vita facile, ma coloro che restarono
dovettero fare i conti con il tradimento.
La seconda guerra mondiale colpì duramente la città di San
Miniato. Oltre la metà delle abitazioni fu danneggiata o addirittura
distrutta, insieme ad antichi e prestigiosi monumenti, tra cui la rocca
federiciana. Nel Luglio del 1944 San Miniato fu attraversata dal fronte
e si moltiplicarono gli episodi di scontri e conflitti tra le formazioni
partigiane e i Tedeschi che controllavano la città. Fra questi
episodi quello sicuramente più tragico è rappresentato dalla
strage compiuta la mattina del 22 Luglio 1944 nel Duomo, dove, nell'imminenza
dello scontro con gli Americani che si preparavano ad occupare la città,
i tedeschi avevano riunito la maggior parte della popolazione rimasta.
Nei cannoneggiamenti che seguirono una granata entrò in chiesa
colpendo la prima colonna di destra, accanto all'altare, e causando la
morte di più di 50 persone. Ed è proprio questo episodio,
insieme al tragico scontro fra partigiani e tedeschi nelle campagne limitrofe,
che i registi sanminiatesi Paolo e Vittorio Taviani rievocano nel film
La notte di San Lorenzo. I due fratelli avevano già affrontato
largomento nel loro cortometraggio San Miniato, luglio 44,
opera prima assoluta realizzata a soli dieci anni di distanza dalla rappresaglia
nazista. Particolarmente sensibili a questo terribile capitolo di storia,
in cui fra laltro andò distrutta anche la casa paterna, i
registi toscani riprendono e ampliano la materia del primo lavoro, rendendola
poetica e delicata, con limmancabile supporto dellelemento
autobiografico.
Elementi
per la discussione
* Leffetto devastante della Seconda guerra mondiale sul paesaggio
e sulle opere architettoniche.
* La necessità di vivere nellombra per evitare il nemico.
* Come reagisce la gente alla falsa notizia della liberazione?
* Perché i cittadini arrivano a dividersi?
* Il fattore dellavvocato e il vescovo. Due personaggi contrapposti
e due visioni del mondo differenti.
* Qual è limmagine più toccante del film?
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