MACHUCA
Regia Andrés Wood; origine Cile/Gran Bretagna/ Spagna, 2004 distribuzione Arcofilm; durata 120’ età consigliata dai 12 ai 14 anni

Cile 1973. Due ragazzi di 11 anni, Gonzalo Infante e Pedro Machuca, vivono a Santiago. Il primo proviene da una famiglia della borghesia cilena e abita in un elegante quartiere della città; il secondo, figlio di contadini, vive in una baracca della bidonville nella periferia della capitale. I due ragazzi, profondamente differenti per estrazione sociale e stile di vita, si conoscono sui banchi di scuola grazie all’iniziativa di Padre McEnroe, direttore di un prestigioso collegio cattolico di Santiago. Il grande sogno di McEnroe è quello di abbattere l’invisibile muro che divide i due mondi contrapposti, favorendo l’accesso e l’integrazione nel suo collegio di ragazzi economicamente svantaggiati. Contando sull’appoggio di alcuni genitori sensibili, il Padre riesce ad inserire nelle classi un piccolo gruppo di ragazzi della vicina baraccopoli e, con ogni sforzo, si impegna quotidianamente nell’insegnamento del rispetto reciproco e della tolleranza, valori che sono messi al bando dal clima politico che la nascente dittatura sta diffondendo. E’ in questo contesto che Pedro e Gonzalo si conoscono e imparano, giorno per giorno, a con-dividere non solo il banco, ma pezzi della loro vita. L’amicizia che ne nasce è forte, intensa e offre a entrambi la possibilità di “oltrepassare il muro” e di scoprire l’altro pezzo di realtà, con tutte le sorprese, gli smarrimenti e le prese di coscienza che ciò comporta. Gonzalo aiuterà Pedro nel suo lavoro di venditore di bandierine durante le manifestazioni politiche e questo li porterà a passare dalle dimostrazioni a favore del Presidente Allende a quelle dei filo golpisti con assoluta naturalezza. Insieme i due guarderanno gli eventi che sconvolgono il loro paese, passando da una parta all’altra delle barricate, apparentemente senza sforzarsi di comprendere le ragioni degli uni e degli altri.
Dopo l’11 settembre, data della morte di Allende e della presa del potere da parte del dittatore Pinochet, le cose si complicheranno notevolmente e le feroci repressioni del regime militare marcheranno in modo irreversibile le distanze, ormai non più solo culturali e sociali, fra i due ragazzi e divideranno le loro vite definitivamente.

Presentato al Giffoni Film Festival 2004 nella sezione Free to Fly (giurati dai 12 ai 15 anni) e alla Quinzaine des Realizateurs di Cannes 2004, Machuca ha colpito l’attenzione della critica oltre che quella del pubblico per il suo saper essere toccante, essenziale, intelligente.
Il regista Andrés Wood (qui anche co-produttore e co-sceneggiatore), al suo terzo lungometraggio, con Machuca ha cercato di riportare sullo schermo ciò che egli stesso aveva vissuto in prima persona nel settembre 1973 quando aveva otto anni e osservava, pieno di domande mute, i grandi cambiamenti che stavano sconvolgendo la sua vita. E’ proprio con una evidente vena autobiografica e forte malinconia per l’epoca in cui il Cile poteva ancora sognare l’ideale socialista di Salvador Allende che il regista ci propone una lucida analisi delle componenti che decretarono la fine della democrazia (non soltanto le forze reazionarie e la classe politica conservatrice del Paese, ma anche l’ostilità ai progetti del presidente da parte della borghesia) e ci mostra cosa successe quando scuola e quartieri proletari caddero sotto la repressione militare. E lo fa utilizzando il punto di vista emotivo e smarrito di due studenti adolescenti. I delicati temi della perdita della democrazia e del dramma delle dittature sono affrontati cioè dalla prospettiva di ragazzi capaci di osservare il mondo senza giudicarlo. Non a caso nel film l’amicizia tra Gonzalo e Machuca è sempre in primo piano, mentre gli avvenimenti politici si agitano sullo sfondo. Wood "sfiora" gli eventi, inserendo gli spezzoni documentari d’epoca e fonde grande e piccola storia descrivendo con forza la crisi economica, le tensioni sociali, ma anche con delicatezza i turbamenti affettivi dei ragazzi. Così, mentre il mondo fuori sta per esplodere, quello nato all’insegna dell’amicizia tra i due pare, per gran parte del film, resistere e consumarsi nelle corse in bicicletta, nei compiti copiati a scuola, nelle feste di compleanno dove vivere le prime trasgressioni, nella passione per i libri a fumetti e nelle prime avventure sentimentali con i primi baci al sapor di latte condensato fatti gustare ai due da Silvana, la cugina undicenne di Machuca. Questo almeno finché la perdita della democrazia non si accompagnerà alla morte proprio della cugina caduta sotto i colpi dei militari nel vano tentativo di salvare suo padre, evento questo che decreterà l’irreversibile frantumazione dei due mondi, il disincanto e la perdita dell’innocenza di queste due giovani anime. Oltre a una buona sceneggiatura e a una pregevole recitazione dei due giovani attori, interessante nel film è l’uso della fotografia ad opera di Miguel J. Littin (Terra del fuoco, Acta generale de Chile), uno dei padri fondatori del cinema cileno. Tanto sporca quanto viva, la luce risulta capace di dare risalto ai paesaggi desolati della marginalità, senza mai scadere nell’oleografia e sa farsi progressivamente cupa e ombrosa per sottolineare l’evolversi drammatico degli eventi. Machuca è un film commovente, coraggioso e necessario. Capace di mettere in scena senza retorica e patetismi i drammi della Storia e le piaghe di cui si è macchiata l’umanità (come accadeva in Arrivederci ragazzi di Louis Malle), capace di muovere gli ingranaggi della memoria agli adulti e di far nascere domande e interrogativi sulla storia e sul passato alle giovani generazioni.

Percorsi didattici
* Il golpe militare attraverso gli occhi del cinema: per chi volesse saperne di più su come il cinema ha messo in scena l’avvento di Pinochet in Cile, si consiglia la visione dell’episodio del regista britannico Ken Loach in 11 settembre 2001, e il film Missing-Scomparso di Costa Gravas.

* Storie di Ragazzi e “Grandi Maestri”: interessante potrebbe risultare la comparazione di tre film che affrontano la tematica delle relazioni tra pari, il percorso di crescita e maturazione come strada da intraprendere in gruppo e il ruolo-guida di adulti: Arrivederci ragazzi di L. Malle, L’attimo fuggente di P. Weir e Machuca di A. Wood

* Dal cinema alla storia: l’11 settembre, una data oltre le twin towers : nel 1973 era presidente del Cile Salvador Allende, socialista, leader di Unidad Popular. Le difficoltà di realizzazione delle sue riforme, la pessima situazione economica (inflazione al 300%), l'ostilità delle destre conservatrici, le pressioni degli Stati Uniti (Allende aveva nazionalizzato l'industria del rame, prima in mani americane) acuirono le tensioni sociali e la radicalizzazione della lotta politica. L'11 settembre 1973 un colpo di stato militare rovesciò il governo legittimo; Allende assediato fu costretto a togliersi la vita con la pistola donatagli dall’amico Fidel Castro; la giunta militare presieduta dal generale Pinochet instaurò un regime dittatoriale; si aprí un lungo periodo di diritti cancellati, persecuzioni, abolizione dei partiti, arresti e uccisioni di gente di sinistra, restaurazione violenta.
La visione di Machuca sicuramente susciterà domande su questo periodo storico poco conosciuto alle giovani generazioni e quindi potrebbe porsi come punto di partenza stimolo per affrontare l’argomento da un punto di vista socio-storico.

 

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