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LA
GRANDE GUERRA Materiali depoca punteggiano la storia, e i momenti principali della vicenda sono introdotti dai versi delle canzoni dei soldati. È così che vengono scanditi i tragici eventi della Prima guerra mondiale attraversati da due buontemponi, il settentrionale Giovanni Busacca e il romano Oreste Jacovacci. La prima volta che si incontrano, uno chiede allaltro una mano per evitare di essere arruolato, in cambio di soldi. Ma la raccomandazione da parte del romano è soltanto una messinscena. Giovanni non riesce dunque ad evitare larruolamento. Nemmeno Oreste però può rimanere in fureria. Entrambi arruolati, salgono sul treno diretto al campo e si riappacificano. Un po vigliacchi, un po opportunisti, tra giornate grigie e qualche parentesi più serena che per un istante cancella il terrore, i due soldati tirano a campare con lunico scopo di salvare la pelle. Ma sapranno trasformarsi in eroi quando si rifiuteranno di tradire i compagni e finiranno fucilati dai tedeschi. La
grande guerra, considerato il capolavoro di Mario Monicelli, vince il
Leone dOro alla Mostra del Cinema di Venezia 1959, ex-aequo con
Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini. La pellicola, che ottiene
anche un grande successo commerciale, sembra rilanciare il cinema italiano
con il genere del film spettacolare e dimpegno. Dopo lavvento
del neorealismo, corrente i cui film trattavano storie comuni, spesso
spiacevoli, basate su fatti e situazioni reali, si apre ora tuttuna
serie fortunata di film antifascisti. Lopera di Monicelli è
la prima ad affrontare la questione della guerra del 15 -18,
oltretutto in unaccezione profondamente diversa da quella che veniva
presentata a scuola e nei libri di testo. Durante il conflitto i pochi
film che venivano realizzati, erano soltanto di propaganda; esaltavano
la guerra e lordine vigente. Spunti
di riflessione |
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