LA GRANDE GUERRA
Regia: Mario Monicelli. Scenegg.: M. Monicelli, Age & Scarpelli, Luciano Vincenzoni. Fot.: Giuseppe Rotunno, Roberto Gherardi, Leonida Barboni. Mus.: Nino Rota. Mont.: Adriana Novelli Int.: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Romolo Valli, Bernard Blier, Folco Lulli, Nicola Arigliano, Tiberio Murgia, Ferruccio Amendola, Vittorio Sanipoli. Italia, 1959, b/n, durata: 135’. età consigliata: dai 12 anni

Materiali d’epoca punteggiano la storia, e i momenti principali della vicenda sono introdotti dai versi delle canzoni dei soldati. È così che vengono scanditi i tragici eventi della Prima guerra mondiale attraversati da due buontemponi, il settentrionale Giovanni Busacca e il romano Oreste Jacovacci. La prima volta che si incontrano, uno chiede all’altro una mano per evitare di essere arruolato, in cambio di soldi. Ma la raccomandazione da parte del romano è soltanto una messinscena. Giovanni non riesce dunque ad evitare l’arruolamento. Nemmeno Oreste però può rimanere in fureria. Entrambi arruolati, salgono sul treno diretto al campo e si riappacificano. Un po’ vigliacchi, un po’ opportunisti, tra giornate grigie e qualche parentesi più serena che per un istante cancella il terrore, i due soldati tirano a campare con l’unico scopo di salvare la pelle. Ma sapranno trasformarsi in eroi quando si rifiuteranno di tradire i compagni e finiranno fucilati dai tedeschi.

La grande guerra, considerato il capolavoro di Mario Monicelli, vince il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 1959, ex-aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini. La pellicola, che ottiene anche un grande successo commerciale, sembra rilanciare il cinema italiano con il genere del film spettacolare e d’impegno. Dopo l’avvento del neorealismo, corrente i cui film trattavano storie comuni, spesso spiacevoli, basate su fatti e situazioni reali, si apre ora tutt’una serie fortunata di film antifascisti. L’opera di Monicelli è la prima ad affrontare la questione della guerra del ’15 -’18, oltretutto in un’accezione profondamente diversa da quella che veniva presentata a scuola e nei libri di testo. Durante il conflitto i pochi film che venivano realizzati, erano soltanto di propaganda; esaltavano la guerra e l’ordine vigente.
La grande guerra, quindi, oltre ad essere un film eccezionale per le sue qualità artistiche, è un film di particolare spessore per il suo valore sociale. È l’esempio perfetto per poter comprendere le varie sfaccettature dello strumento cinematografico. Il cinema oltre a costituire un momento di svago e di piacere, riveste il ruolo più impegnato di strumento di analisi e di denuncia.

Spunti di riflessione
* Il personaggio di Giovanni.
* Il personaggio di Oreste.
* La guerra come male incurabile nella storia dell’umanità.
* La paura di morire e il desiderio di fuggire.
* Il coraggio e l’orgoglio.
* La propaganda in tempo di guerra.

 

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