I FRATELLI DINAMITE
Regia, sogg., disegni: Nino Pagot. Scenegg.: Attilio Giovannini, Nino Pagot. Direzione animazione: Ferdinando Palermo, Toni Pagot. Animazione: Osvaldo Cavandoli, Luciano Paganini, Osvaldo Piccardo, Gualtiero Boffini. Scenografia: Franco Cagnoli, Ugo Heinze, Sergio Toffolo. Fotografia (Technicolor): Franz Birtzer, Toni Pagot, Marco Visconti. Musica: Giuseppe Piazzi. Canzoni: Ferdinando Palermo. Produzione: Fondazione Cineteca Italiana, Pagot Film. Italia, 1943-1949, col., durata: 88’. Edizione restaurata a cura di Fondazione Cineteca Italiana (anno 2004), età consigliata: dai 5 anni

L’amabile zitella Cloe descrive alle amiche, sorseggiando un the, le imprese dei tre nipotini, Din, Don e Dan. Il racconto di Cloe è il filo rosso che lega assieme gli episodi di cui si compone il film.
I tre fratelli Dinamite, figli del capitano Spugna, vivono liberi e felici su un’isola deserta dove sono approdati dopo il naufragio della nave condotta dal padre. La zia Cloe, che li ritrova fortunosamente, vuole a ogni costo reinserirli nel mondo civilizzato. Termina così il primo capitolo della storia. Nella società civile ha inizio una serie di guai per Din, Don e Dan che devono innanzitutto fare i conti con gli obblighi scolastici propri dei bambini della loro età. La decisione di marinare la scuola li condurrà al cospetto di Belzebù, in uno degli episodi visivamente più affascinanti del film. I tre fratelli riusciranno a liberare alcuni ragazzini che il diavolo ha trasformato in marionette. L’episodio si conclude con l’esplosione di una cassa piena di dinamite e tanti fuochi d’artificio, mentre i bambini tornano a casa per il Natale. Il terzo episodio si svolge in un teatro d’opera. Din, Don e Dan irrompono sul palco con il loro contrabbasso, portando lo scompiglio e movimentando il concerto in corso. Le gags si moltiplicano fino all’esplosione finale che riduce il teatro in un cumulo di macerie. Il quarto ed ultimo episodio è ambientato a Venezia, durante il Carnevale. Utilizzando un grammofono nascosto, i tre ragazzi vincono un concorso canoro e divengono “dogi del carnevale”. Il pianto inconsolabile di una bambina che ha perso la bambola li induce però ad ordinare la fine dei festeggiamenti fino a quando il giocattolo non sarà ritrovato. I gaudenti veneziani non accettano di buon grado l’ordine impartito e inseguono i fratelli per la laguna per dare loro una bella lezione. Alla fine la bambina riavrà la sua bambola e il trio, per questa buona azione, si guadagnerà il Paradiso.

Presentata alla 61ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, la pellicola I fratelli Dinamite di Nino Pagot è stata restaurata nel 2004 dalla Fondazione Cineteca Italiana con il contributo della Regione Lombardia e della Banca Popolare di Milano. E’ di particolare importanza il fatto che dopo 55 anni di assenza I fratelli Dinamite torni sul grande schermo: oltre ad essere il primo lungometraggio animato italiano è anche il primo in Europa girato interamente a colori, utilizzando il metodo Technicolor. I fratelli Dinamite è inoltre l’unico lungometraggio dalla Pagot Film, fondata a Milano nel 1946 dai fratelli Nino e Toni, e protagonista assoluta della stagione del Carosello televisivo con i suoi personaggi indimenticabili (il pulcino Calimero, il draghetto Grisù e molti altri ancora). I fratelli Dinamite rappresenta dunque un capitolo fondamentale dell’animazione italiana, essendo stato un laboratorio di formazione per quella scuola milanese del disegno animato che ha avuto, e ha tuttora, rilievo internazionale. Punti di forza del film sono la colonna sonora, in cui si amalgamano sonorità eterogenee provenienti dal repertorio della canzone Anni Quaranta e dalla musica sinfonica, e l’originalità della narrazione che privilegia l’elemento visivo su quello del racconto, imponendo al film un ritmo serrato, sicuramente in anticipo sui tempi. Il restauro della pellicola dei Pagot ha richiesto l’utilizzo delle tecnologie più avanzate. Il materiale è stato interamente digitalizzato e dal modello dei disegni originali sono state colmate alcune lacune per ridare brillantezza laddove il tempo aveva intaccato l’emulsione. Il suono è stato rimasterizzato. Le immagini digitali sono state quindi riportate su pellicola.
L’operazione Fratelli Dinamite ha rappresentato la prima tappa di un più vasto “Progetto Pagot” che ha preso avvio dal deposito negli archivi della Cineteca di più di tremila filmati (per lo più pubblicitari), voluto da Marco Pagot.


Spunti di riflessione
· Differenze e analogie tra I fratelli Dinamite e Madagascar.
· La caratterizzazione dei personaggi.
· È possibile considerare gli aspetti caratteriali di ognuno dei tre fratelli come le diverse sfaccettature di una stessa personalità?
· Il senso della responsabilità dei tre fratellini.
· La rappresentazione del diavolo e dell’inferno.
· Il ruolo della musica nello svolgimento delle azioni.
· Quali altre storie racchiude in sé I fratelli Dinamite?