FESTA DI LAUREA
Regia: Pupi Avati. Scenegg.: P. Avati, Antonio Avati. Int.: Carlo Delle Piane, Aurore Clément, Nick Novecento, Cesare Barbetti, Lidia Broccolino, Davide Celli. Italia, 1985, col., durata: 94’. età consigliata: dai 13 anni

Nella riviera romagnola degli Anni Cinquanta, Vanni, pasticcere ed ex tuttofare a servizio dei Germani, viene incaricato dalla signora Gaia di provvedere alla ristrutturazione della casa di famiglia, disabitata ormai da tempo. Qui si terrà la festa in occasione della laurea di sua figlia Sandra. La proposta di lavoro, data la scarsa ricompensa pattuita, risulta poco conveniente, ma Vanni accetta comunque, poiché da molti anni nutre per la padrona di casa un sentimento che è sempre rimasto segreto. La donna lo conquistò il 10 giugno 1940, quando in un eccesso di esaltazione per l’ingresso in guerra dell’Italia, lo abbracciò e lo baciò sulla bocca. Vanni inizia dunque i lavori, aiutato dal figlio Nicola e dai figli di Lalla, la sua ex moglie. Si occupa inoltre dell’organizzazione della festa. Il risultato non sarà dei migliori, dal momento che Sandra non si è laureata e ha tentato di falsificare il libretto degli esami. Inoltre la famiglia Germani si rivela per quello che è realmente, e cioè un covo di serpi. Gaia, tradita e maltrattata dal marito, fraintende Vanni che tenta di dichiararle il suo amore senza essere preso sul serio. A questo punto l’uomo, ferito nell’orgoglio, rifiuta il compenso. Tutto quello che ha fatto, l’ha fatto per accontentare la donna. Della festa rimarrà solo un ricordo: un film amatoriale girato da due amici di Gaia, nel quale tutto sembra essere andato per il meglio.

Pupi Avati è stato uno dei primi registi che nel 1978 ha contribuito alla celebrazione degli Anni Cinquanta. Un’epoca gaia e ridente fissata a buon diritto nell’immaginario collettivo. La rinascita dopo la distruzione della guerra. La crescita demografica ed economica, l’introduzione di nuove tecnologie, il fermento culturale, l’avvento di nuove mode. Il tutto in un’atmosfera distesa e pacifica. Con Festa di laurea, però, l’autore vuole porre l’accento su quegli aspetti che nello stesso periodo rimanevano nascosti, pur essendo ben presenti nella società e nella vita di tutti i giorni. Il perbenismo diffuso, la preoccupazione della borghesia nei riguardi delle apparenze, lo sforzo della stessa classe sociale volto a ristabilire le gerarchie appiattite dalla guerra e a riacquisire rispetto e credibilità con ogni espediente. Il film vuole offrire uno sguardo sincero e attendibile su un Italia alle prese con la ricostruzione. Avati è stato ispirato da una pellicola amatoriale vista a Bologna, che egli stesso definisce come “autentico reperto”. Questo film, girato in 16 mm. dura pochi minuti e pare sia stato realizzato durante una festa di laurea. Dietro i volti allegri, gli abiti eleganti, le pietanze succulente, le torte e lo spumante, pare celarsi un mondo parallelo sopito dall’apparenza.

Spunti di riflessione
· Gli Anni Cinquanta e il “Miracolo Italiano”.
· Il personaggio di Vanni.
· Il personaggio di Gaia.
· I due personaggi in relazione l’uno con l’altro.
· Cosa è davvero importante per la famiglia Germani?
· Dai preparativi allo svolgimento della festa di laurea: un esito inaspettato.
· L’orgoglio di Vanni.
· Cosa si può comprendere dal filmato della festa?

 

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