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LA
FABBRICA DI CIOCCOLATO
Titolo originale Charlie and the Chocolate
Factory regia Tim Burton origine
Usa, 2005 durata 105
distribuzione Warner Bros età consigliata
dagli 8 agli 11 anni
Come
già in Edward mani di forbice, così anche ne La fabbrica
di cioccolato, bastano i titoli di testa per venir catapultati dentro
uno spazio della narrazione in cui appare immediatamente evidente la contaminazione
tra meccanizzazione e fantasmagorica immaginazione. Nel primo, attraverso
riprese in dettaglio, locchio dello spettatore veniva messo in contatto
con strani macchinari che producevano biscotti dalle forme originali.
Nel secondo, chi guarda non può non rimanere incantato di fronte
allorchestrato processo di trasformazione a vista della materia
prima, il cioccolato, ad opera di ingegnosi macchinari. La macchina da
presa esce quindi in esterni per mostrare strade fuligginose spolverate
di neve, misere casupole e le grandi ciminiere nere di una imponente fabbrica
che, come una costruzione avveniristica, domina su tutto il resto. Qui,
in questa piccola cittadina dai tratti marcatamente dickensiani, Willy
Wonka, un personaggio eccentrico, enigmatico e misterioso, ha costruito
una fabbrica che produce fiumi di cioccolato, canditi, marzapane, dolci
di pandispagna, lecca lecca, caramelle
Qui, nella stessa cittadina, vive -insieme alla sua famiglia- Charlie
Bucket, un bambino povero che coltiva un unico grande desiderio: entrare
- almeno una volta nella vita proprio nella grande fabbrica di
cioccolato che ogni giorno osserva con curiosa golosità. Ma tutto
sembra essere destinato a rimanere solo un grande e irrealizzabile sogno,
finchè un bel giorno, invece, arriva una grande notizia: cinque
bambini provenienti da qualsiasi angolo del pianeta potranno fare un tour
guidato dello stabilimento di cioccolata più buona del mondo, accompagnati
da Willy Wonka in persona, a patto di trovare un biglietto doro
allinterno di una delle confezioni con il marchio Wonka. Le famiglie
più ricche si scatenano a comperare centinaia di barrette di cioccolato
per forzare la sorte e permettere ai propri figli viziati di godere di
questo privilegio. E in effetti i primi quattro vincitori appartengono
proprio alla categoria dei mocciosi maleducati, arroganti, prepotenti.
Il quinto è invece il piccolo Charlie che trova miracolosamente
un biglietto vincente e, affascinato e sbalordito, si presenta all'appuntamento
accompagnato dal nonno. Il piccolo viene così catapultato nel fantastico
mondo di Wonka.
Il viaggio dentro la fabbrica si rivelerà essere un test in un
luogo magico fatto di dolci dogni sorta, invitanti e assolutamente
irresistibili tanto per il palato, quanto per gli occhi. Ma proprio qui
sta il fatto: Wonka sceglierà il successore a cui lasciare la sua
fabbrica e tutti i suoi segreti a chi meglio saprà resistere alla
visione fantasmagorica delle leccornie.
Wonka individua subito in Charlie il suo possibile successore. Gli altri
quattro bambini partecipanti al concorso ispirano a Wonka solo sarcasmo.
Saccenti, superbi, viziati, golosi e incapaci di avere con i dolciumi
altro rapporto che non sia quello del possesso e del consumo immediato,
durante il percorso nelle stanze della fabbrica si autoeliminano per eccesso
di desiderio (Augustus cade nella cascata di cioccolato fuso e viene risucchiato,
Violetta viene centrifugata nella lavatrice che la rende blu e la gonfia
come un mirtillo, Verruca viene trascinata dagli scoiattoli rompi noci
nello scarico che conduce allinceneritore e Mike viene rinchiuso
nel tubo catodico e trasformato in una piatta figurina di carta.) Charlie,
invece, abituato a temperare i suoi desideri, sarà lunico
capace di resistere al paradiso della gola, attraverserà indenne
tutte le tentazioni della fabbrica di cioccolato,interessato di scoprire
cosa nasconde quel magico mondo con i prati di erba menta, i fiumi di
cioccolata e gli alberi di canditi e alla fine sarà lui a suggerire
a Wonka nuove invenzioni dolciarie. Vincerà il piccolo Charlie
e sarà lui a far ritrovare a Wonka il calore di una famiglia, e
a risvegliare con la sua immaginazione e creatività lestro
inventivo del produttore del cioccolato.
Come in Big Fish, anche ne La fabbrica di cioccolato, Burton si conferma
grande narratore di storie plurime e offre allo spettatore la possibilità
di muoversi attraverso un coro polifonico di voci- dentro immaginifici
universi narrativi incastrati luno nellaltro, proprio come
in un gioco di scatole cinesi. Burton mescola, sperimenta e crea, proprio
come i personaggi a cui dà corpo: Edward usava le su mani speciali
per creare meravigliose sculture, Bloom era maestro nelluso delle
parole e Wonka è insuperabile inventore di dolci. E ancora una
volta, al centro delluniverso immaginario di Tim Burton cè
il nodo irrisolto della paternità: come già in Big Fish,
e in Edward mani-di-forbice, anche qui è la relazione padre-figlio
a offrire lossatura portante e problematica del racconto. Ricco
di citazioni cinematografiche, da 2001 odissea nello spazio di Kubrick,
a Psyco di Hitchocock, e musicali, dai Beatles a M. Jackson, il film si
configura per certi versi come fabbrica sulla fabbrica del cinema in particolare
e dello spettacolo più in generale.
Ispirato al romanzo di Roald Dahl La fabbrica di cioccolato vede nello
scrittore gallese e nel regista americano, un'accoppiata davvero straordinaria
e vincente. Visionario, poetico, dark, Burton riesce a trasformare la
storia cinica, ironica, iperbolica di Dahl in un giardino delle delizie,
in una divina commedia per ragazzi comica e cattiva, in una deliziosa
pasticceria visiva,in una fiaba postmoderna sospesa tra sogno, humour
e tematiche molto serie, come quelle legate alla riflessione sulla paternità,
sul bisogno di identità, sull'importanza della famiglia e sulla
necessità di affrontare i propri fantasmi personali. E cucina un
film tutto da gustare per sognare, fantasticare e pensare.
Percorsi didattici
Nei gironi dellinferno dantesco: vizi e giuste punizioni
Un percorso importante potrebbe essere quello di analizzare comportamenti
e psicologie dei personaggi:
Augustus: lingordigia/ la gola
Verruca: la prepotenza
Violetta:la superbia
Mike tv:la saccenza e la teledipendenza
La
struttura narrativa e le storie narrate: quante ce ne racconta Burton?
Interessante ricercare e analizzare tutte le storie presenti nel film
i individuare i punti di vista della narrazione
Ne La fabbrica di cioccolato ci si trova di fronte a una narrazione multipla,
a storie nelle storie. Così mentre lo spettatore viene proiettato
nel mondo magico, visionario, iperbolico e irreale della fabbrica di cioccolato,
viene contemporaneamente condotto dentro le storie del passato di Willy,
del passato del nonno di Charlie, del paese di Umpa lumpa
Le
tipologie dei genitori
Analizzare le diverse caratteristiche che connotano i diversi genitori
madre ingorda; padre ricco industriale; padre sottomesso alla prepotenza
del figlio; madre bambina in tutto e per tutto identica alla figlia; genitori
di Charlie unica coppia, esempio di coraggio, trasmettitori di valori.
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