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IL
CASTELLO ERRANTE DI HOWL
Titolo originale Howls Moving Castle
regia Miyazaki Hayao origine
Giappone, 2004 durata 119 distribuzione:
Lucky Red età consigliata dai 12 anni
Una
nebbia spessa e biancastra, quella che bisogna attraversare per entrare
in unaltra dimensione, ci lascia intravedere lerrante castello
di Howl: unaccozzaglia di oggetti disparati, un complesso disarmonico
dal movimento discontinuo, che evoca un passato ma continua a vagare tra
presente e futuro. Al di qua della nebbia cè la realtà
monotona e deludente di Sophie, ragazzina che si pensa brutta perché
non regge il confronto con una sorella dinamica e attraente e una madre
bella ed elegante; vive rinchiusa nel negozio di modista, in cui continua
a sistemare fiori su cappelli di paglia, rinunciando al divertimento.
La realtà di un Occidente di fine ottocento ci appare in tutto
il suo splendore, resa magnifica dallarte di Miyazaki: il passaggio
del treno a vapore, lintrico delle vie di una città moderna,
le folle colorate e vocianti, limpronta del dominio borghese su
di una civiltà, il fermento della scienza nei nuovi mezzi della
tecnica; ma anche la guerra che viene annunciata, esaltata dalle folle.
Sophie attraversa questa realtà scegliendo strade non frequentate
e lì incontra lavventura: laffascinante mago Howl,
inseguito da emanazioni di una potenza avversa, la difende dalle attenzioni
di due soldati e le fa provare per la prima volta lebbrezza del
volo. Il suo destino è cambiato ma la strada per ridefinirlo sarà
lunga e complessa; tornata nel negozio riceve la visita della Strega delle
Lande che la trasforma in una vecchia. Questo la costringe ad andarsene
dalla sua casa e a vagare per le lande fino a che uno strano spaventapasseri
le farà trovare il Castello di Howl, allinterno del quale
vivrà il suo futuro di vecchia, mescolato ai molti passati che
esso evoca, per ritrovare alla fine un nuovo presente, non più
oppresso da una melanconica sfiducia, ma vivificato dal desiderio e dallamore.
Nella sua permanenza allinterno del castello, condivisa con Markl,
un bambino saggio, e il capriccioso demone del fuoco, Calcifer, Sophie
cercherà di mettere ordine nellesistenza del padrone; operazione
che sarà inaugurata, con un tocco ironico, da una materiale pulizia
degli interni della dimora, oppressi da un atavico disordine.
Le tensioni che travagliano lanima del giovane mago riflettono anche
la tensione che domina il mondo. La civiltà del progresso che promette
un magnifico futuro nasconde tra le sue pieghe un lato oscuro che, attraverso
una stupida guerra, prepara la distruzione. Il mondo è
conteso da diverse potenze magiche: quella di Madame Sulliman, al servizio
dei poteri temporali; quella della Strega delle Lande, che non accetta
la decadenza e la morte e si nasconde dietro una maschera di belletto
e quella del giovane Howl, una vitalità senza controllo.
Lesibizione del coraggio e la tentazione della viltà, listinto
della bestia e laspirazione a una bellezza sublime, sono poteri
magici che travagliano lesistenza del giovane eroemago
che non riesce ad aver ragione delle forze che lo dominano. La presenza
di Sophie, la saggezza femminile, contribuisce a poco a poco a ricondurlo
a un equilibrio, ottenuto anche a prezzo di scontri e distruzioni. In
questo percorso a ritroso Sophie riacquista gradualmente la sua giovinezza
e, avendo così attraversato le tre incarnazioni della dea lunare:
bambina, fanciulla e vecchia, può finalmente essere donna pronta
ad amare. Anche laspetto malefico del potere di Howl si trasforma
definitivamente quando scopre che la sua tensione vitale può essere
impegnata a proteggere una creatura amata.
Myiazaki gioca con le fiabe, con le leggende e con il mito mescolando
frammenti, scomponendo e ricomponendo le storie, spesso ironizzando; da
questa miscela alchemica nasce unopera che, soprattutto nel suo
aspetto formale, evoca continuamente il fiabesco. Il castello errante
è un insieme di resti, di scarti, di frammenti evocativi, riuniti
alla rinfusa, un accostamento casuale che ci dà, nello stesso tempo,
una sensazione di precarietà e di finitezza; è unentità
indecifrabile, è un luogo della memoria che raccoglie in sé
brandelli di tempo alla conquista di uno spazio che muta continuamente.
Un tempo e uno spazio che non rientrano nella routine, nella logica reale,
che sono gli elementi costitutivi di una dimensione parallela, separata
dal quotidiano solo dalla labile membrana del sogno. Il castello infatti
approda di volta in volta, o in una landa deserta, o in luogo paradisiaco,
oppure in una comunissima via di una qualunque città. E questa
dimensione che Sophie deve attraversare per superare quella sfiducia che
la tiene ancorata alla routine e le impedisce di fondere il sogno con
la realtà, affinché essa diventi attraente; per compiere
questo passaggio occorre affrontare il tiro incrociato di diversi poteri
magici, di forze istintuali che, non solo nellintimo, ma anche in
una dimensione esteriore, scatenano una volontà distruttiva: la
guerra.
Spunti
di riflessione
*Le immagini della fantasia danno forma a forze interiori che bisogna
affrontare per superare tristezza e sfiducia.
*Accettare la prospettiva della decadenza e della morte è una condizione
indispensabile per affrontare la vita.
*Il tempo cronologico appartiene alla realtà, il fantastico realizza
un tempo interiore in cui si confondono presente, passato e futuro.
Percorsi
didattici
*Riflettere, tenendo presente la propria esperienza personale, sui tanti
modi di entrare nella dimensione del sogno senza perdersi in essa ma trovando
i suoi legami con la realtà. Ricercare testi letterari o altri
film in cui possiamo riconoscere la stessa dinamica.
*Cercare delle immagini - nella pittura, nelle illustrazioni, nei film
- che meglio riescano a dare forma a certe tensioni interiori per imparare
ad affrontarle, prima che diventino distruttive.
*Il film contiene molte citazioni da fiabe e da classici: individuare
i passaggi in cui esse sono presenti.
*Luomo è capace di costruire meraviglie che possono essere
distrutte in un momento da unazione di guerra. Ricercare materiali
e testimonianze in proposito, discuterne in classe.
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