SINOSSI

Si può affermare che Bruce Chatwin abbia dato il più importante contributo al rinnovamento di un particolare genere letterario, la scrittura di avventure di viaggio, di cui lasciò personali testimonianze attraverso i suoi famosi taccuini e diari. Questo ritratto documentario comprende interviste rese da famigliari e amici come Werner Herzog, James Ivory, Salman Rushdie, Penelope Tree,… ed è narrato in parte dallo stesso Chatwin, sulla base di registrazioni televisive e documenti sonori riscoperti di recente. Sulle orme di Bruce Chatwin ripercorre, inoltre, materialmente, i luoghi delle sue narrazioni (l’Australia di Le vie dei canti, l’Africa di Il vicerè di Ouidah, l’America latina di In Patagonia, l’Europa, il Galles di Sulla collina nera).
Ne emerge la figura affascinante e contraddittoria del grande narratore-giramondo, che nelle sue scorribande ai quattro angoli del globo inseguiva un sogno di libertà, in perenne fuga, forse, da se stesso (vedi in particolare i racconti e i saggi contenuti in Che ci faccio qui? e in Anatomia dell’irrequietezza).