Cannes e dintorni | Milano 10-16 giugno 2009
     
    Selezione ufficiale concorso
  IL NASTRO BIANCO
(DAS WEISSE BAND)
di Michael Haneke (Austria, Francia, Germania, Italia), 2h24
con Ulrich Tukur, Christian Friedel, Leonie Benesch
> Palma d’Oro
> Premio FIPRESCI della critica internazionale
Un villaggio protestante nel nord della Germania. Anni 1913-1914. La
vita si presenta con i ritmi delle stagioni e con la sua monotona ripetitività
fino a quando accade un fatto inspiegabile: il medico del villaggio
si frattura gravemente una spalla in seguito a una caduta da cavallo
dovuta a un filo solido ma invisibile teso sul suo percorso. L'attentato
al medico non resta isolato: altri strani eventi si susseguiranno sotto lo
sguardo attento e misterioso dei bambini e delle varie famiglie.
In un clima di opprimente attesa Haneke continua lucidamente e
implacabilmente la sua analisi delle relazioni tra gli esseri umani, la
sua riflessione su una società che sta coltivando i semi del nazismo.
  ANTICHRIST
di Lars von Trier (Danimarca, Germania, Francia, Italia). 1h44
con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg
versione doppiata in italiano
> Miglior attrice
Un uomo, una donna. Un marito e una moglie che fanno l'amore
con grande trasporto. Nel frattempo, il loro bambino esce dal box in
cui dormiva, si arrampica sulla finestra e, per guardare affascinato la
neve che cade, precipita morendo. La donna a distanza di un mese
non riesce a riprendersi e il marito, che è anche uno psicoterapeuta,
decide di curarla anche se i protocolli della professione non lo consentirebbero.
Inizia così un percorso che condurrà entrambi in una misteriosa casa nel bosco
dove la tragedia è in agguato.
  LES HERBES FOLLES
di Alain Resnais (Francia), 1h44
con André Dussollier, Sabine Azéma, Mathieu Amalric,
Emmanuelle Devos
> Premio speciale della Giuria
Marguerite esce da un negozio di scarpe e subisce il furto della borsa.
Georges trova il suo portafoglio per terra, nel parcheggio di un
centro commerciale, e comincia a fantasticare su di lei, ancora prima
di contattarla, senza conoscerla... Lo scippo avrà per i due protagonisti
conseguenze impensabili. Storia di una passione irragionevole,
spuntata come l’erba che esce dall’asfalto là dove non ce la si aspetta,
rigogliosa e capricciosa in età matura, la nuova opera di Alain Resnais
è un film su tutto ciò che è imprevedibile e che va oltre ogni nostro
controllo. Tratto da un romanzo di Christian Gailly.
  LOOKING FOR ERIC
di Ken Loach (Gran Bretagna, Francia, Italia, Belgio, Spagna), 1h56
con Steve Evets, Eric Cantona
Un impiegato delle poste britanniche vede la sua vita andare sempre
peggio. Ha lasciato da trent'anni Lily, suo unico e vero amore, e ora
vive con i due figliastri lasciatigli da quella donna che non c'è più. Eric,
che cerca di non ricordare il passato, ha un solo rifugio in cui cercare
un po' di consolazione: il tifo per il Manchester e la venerazione per
quello che è stato il suo più grande campione, Eric Cantona. Ne nasce
una storia d'amore, un film sulla possibile positività dei miti nonché
(ed era l'impresa più difficile di questi tempi) su una solidarietà ancora
possibile. Un Ken Loach in perfetto equilibrio tra commedia e dramma.
  UN PROPHÈTE
di Jacques Audiard (Francia), 2h30
con Niels Arestrup, Tahar Rahim
> Gran Premio della Giuria
Malik El Djebena ha 19 anni quando viene condannato a sei anni
di prigione. Entra con poco o nulla, una banconota ripiegata su se
stessa e dei vestiti troppo usurati, che a detta delle guardie non vale
la pena di conservare. Quando esce ha un impero e tre macchine
pronte a scortare i suoi primi passi. In mezzo c’è il carcere, la protezione
offertagli da un mafioso corso, l’omicidio come rito d’iniziazione,
l’ampliarsi delle conoscenze e dei traffici, le incursioni in permesso
fuori dal carcere, dove gli affari prendono velocità. La critica
di Audiard alla mala educazione del sistema carcerario è evidente,
talvolta aspra, talvolta sarcastica.
  VINCERE
di Marco Bellocchio (Italia, Francia), 2h08
con Filippo Timi, Giovanna Mezzogiorno
Nella vita di Mussolini c'è uno scandalo segreto: una moglie e un
figlio – concepito, riconosciuto e poi negato. Questo segreto ha un
nome: Ida Dalser. Marco Bellocchio affronta una pagina di storia italiana
misconosciuta. La notizia era apparsa negli anni Cinquanta su
“La Settimana INCOM Illustrata” ma pochi vi avevano prestato credito
perché in quell'epoca i falsi memoriali su malefatte degli esponenti del
fascismo inondavano le redazioni. Un melodramma di denuncia, alla
Bellocchio, che intreccia il tema del potere e le dinamiche della psiche.
   
    Un Certain Régard
  LE PÈRE DE MES ENFANTS
di Mia Hansen-Løve (Francia), 2h00
con Louis-Do de Lencquesaing, Chiara Caselli
Grégoire Canvel ha tutto. Una donna che lo ama, tre figlie deliziose,
un mestiere che lo appassiona. Fa il produttore cinematografico e al
suo lavoro dedica tutto il tempo e le energie. La famiglia ne risente
ma lo comprende. Ha carisma, Grégoire. Ha prodotto tanti film, preso
molti rischi e accumulato debiti. La sua Moon Film è ora sull’orlo
del fallimento. Lui resiste ad ogni costo ma lo scacco è evidente, il
danno irreparabile. Spalle al muro, sceglie di uscire di scena con un
gesto estremo e nessuna spiegazione.
  NO ONE KNOWS ABOUT PERSIAN CATS
(KASI Az GORBEHAyE IRANI KHABAR NADAREH)
di Bahman Ghobadi (Iran), 1h41
con Hamed Behdad, Ashkan Koshanejad
Un ragazzo e una ragazza che hanno già avuto dei guai con la giustizia
iraniana decidono, una volta usciti di prigione, di formare una
band rock. Si tratta di un'attività proibita dal regime e i due devono
cercare gli altri musicisti cercando di non farsi scoprire. Al contempo
iniziano a pianificare la fuga dal Paese che li opprime attraverso
l'acquisto di passaporti falsi. Questo consentirebbe loro di avere
anche la speranza di poter suonare in Europa. Ma i documenti
costano cari e il rischio che la polizia interrompa brutalmente la
loro attività si fa sempre più forte. Un film di denuncia, girato senza
autorizzazione, dal grande valore morale e artistico.
  TALES FROM THE GOLDEN AGE
(AMINTIRI DIN EPOCA DE AUR)
(Romania, Francia), 2h18
di Hanno Hofer, Razvan Marculescu, Cristian Mungiu, Costantin
Popescu, Ioana Uricaru
Un’evocazione dei primi anni della Romania comunista, attraverso
le leggende urbane raccontate dalla gente. Una storia originale che
racconta di leggende metropolitane dal punto di vista della gente
comune e di fatti realmente accaduti. L'umorismo diventa l’ancora
di salvezza per i rumeni per reagire e far fronte alla lotta quotidiana
per la sopravvivenza ed alle logiche insensate della dittatura. Nel
film sono narrate cinque storie accomunate dallo stato d’animo dei
protagonisti, dal contesto storico. Film collettivo di 5 registi rumeni
che vede alla guida Cristian Mungiu (Palma d'Oro con 4 mesi, 3
settimane e 2 giorni) in compagnia di Höfer, Marculescu, Popescu
e Ioana Uricaru.
   
    Quinzaine des Réalisateurs
  AJAMI
di Scandar Copti, yaron Shani (Israele, Germania), 2h00
con Shahir Kabaha, Fouad Habash
> Menzione Speciale Camera d'Oro
Ajami vive a Jaffa, un melting pot di culture in cui si incontrano i destini
di ebrei, musulmani e cristiani. Nasri, adolescente sensibile e Omar,
suo fratello maggiore, vivono nella paura: la loro famiglia è in pericolo
da quando il loro zio ha ferito un pezzo grosso di un clan importante. Il
conflitto israelo-palestinese scandagliato da diversi punti di vista.
  AMREEKA
(AMERRIKA)
di Cherien Dabis (Stati Uniti, Canada, Kuwait) 1h32
con Hiam Abbass, Nisreen Faour
> Premio FIPRESCI della critica internazionale
Mouna, una donna divorziata e madre di un adolescente, è una palestinese
entusiasta e ottimista, nonostante viva nel cuore dei territori
occupati, dove la vita è difficile e l'orizzonte incerto. Un giorno
le si prospetta la possibilità di andare a lavorare negli Stati Uniti e
lasciare il suo Paese. Meglio essere stranieri altrove che nel proprio
territorio. E così, insieme al figlio Fadi, decide di partire e di raggiungere
la sorella che vive da quindici anni nel cuore dell'Illinois. Ma gli
Stati Uniti, in guerra contro il "diavolo" Saddam, gli dimostreranno
uno strano concetto di ospitalità.
  DANIEL y ANA
di Michel Franco (Messico) 1h30
con Dario yazbek Bernal, Marimar Vega
Daniel e Ana sono fratello e sorella, nonché i migliori amici l’uno
dell’altra. Entrambi stanno per affrontare un momento decisivo della
propria vita: Ana sta per sposarsi; Daniel sta per scoprire la sua
identità sessuale. Un giorno vengono rapiti e l'armonia che regna
tra loro si rompe. La vita condotta fino a quel momento diventa un
ricordo lontano e niente sarà più come prima.
  EASTERN PLAYS
di Kamen Kalev (Bulgaria, Svezia) 1h23
con Christo Christov, Ovanes Torosian
George ha diciassette anni ed è in conflitto perenne con i genitori.
Nel tentativo di sembrare più maturo, si unisce a una banda di
skinheads. Il ragazzo non vede da anni il fratello maggiore Itzo,
scultore trentottenne con gravi problemi di dipendenza che è
attualmente sotto metadone. Nonostante i suoi problemi Itzo ha
una fidanzata, la dolce Nikki, che lo ama alla follia e non può fare
a meno di lui.
  GO GET SOME ROSEMARY
di Josh e Benny Safdie (Stati Uniti) 1h40
con Ronald Bronstein, Sage Ranaldo
Dopo mesi di solitudine, tristezza e un senso di libertà alienante
dovuti all’allontanamento dai suoi bambini, Lenny, trentaquattrenne
dai capelli brizzolati, va a prendere i suoi figli a scuola. Ogni
anno trascorre due settimane insieme a loro (Sage ha nove anni e
Frey sette), ospitandoli nel suo piccolo appartamento nel centro
di New York. Lanny non sa se porsi come padre o come amico
ma vorrebbe che le due settimane durassero sei mesi. Durante i
quindici giorni, i tre partono per un viaggio nel nord dello stato di
New York, durante il quale incontrano strani personaggi. Il film è
un omaggio al perdono ed alla responsabilità, alla paternità, alle
esperienze personali, ed alle difficoltà del crescere.
  HUMPDAY
di Lynn Shelton (Stati Uniti) 1h34
con Mark Duplass, Joshua Leonard
Ben e Andrew, ex compagni di college, non si vedono da dieci
anni. Ben si è sposato, ha una casa col giardino e una macchina.
Andrew gira il mondo su due ruote, ha tante donne, molte
ambizioni artistiche e poca voglia di crescere. Una notte Andrew
riappare nella vita di Ben, travolgendola come un uragano.
Fermamente convinto a riportare l’amico borghese sulla sua
cattiva strada, lo invita a un party “dionisiaco” e lo sfida a girare
un film pornografico. Deciso a dimostrare ad Andrew la sua
ritrovata spregiudicatezza e a fare i conti con la sua presunta
omosessualità, Ben accetta di fare sesso con lui davanti a una
telecamera digitale.
  J’AI TUÉ MA MÈRE
di Xavier Dolan (Canada) 1h40
con Anne Dorval, Xavier Dolan
> Premio Art Cinema Award e Premio SACD
Hubert Minel non ama sua madre. “Dall'alto” dei suoi sedici anni, la
valuta con disprezzo, vede solamente i suoi pullover trasandati, con
le loro decorazioni kitch e le briciole di pane che appaiono visibili tra
le sue labbra quando mangia rumorosamente. A ciò si aggiungono
le manipolazioni ed i sotterfugi da lei compiuti ad arte per indurre in
lui sensi di colpa e altri sentimenti sgradevoli. Confuso per questo relazione
di amore e odio che lo assilla sempre più, Hubert attraversa
intanto le esperienze tipiche dell'adolescenza: scoperte artistiche,
esperienze illecite, grandi amicizie, sesso.
  LA FAMILLE WOLBERG
di Axelle Ropert (Francia) 1h22
con François Damiens, Valérie Benguigui
Simon Wolberg, sindaco di una piccola città francese, marito adorante,
padre invadente e figlio provocatore è la figura centrale della
sua famiglia. Di più: è una vera ossessione per tutti, concittadini
compresi. Le azioni di quest’uomo sono guidate dalla sua ossessione
per la famiglia, che lo porta a mettere continuamente alla
prova i suoi legami e a verificarne la forza e la fragilità.
  LA MERDITUDE DES CHOSES
(DE HELAASHEID DER DINGEN)
di Felix van Groeningen (Belgio) 1h48
con Valentijn Dhaenens, Kenneth Vanbaeden, Koen De Graeve
> Mention Europa Cinema
Gunther Strobbe, tredici anni, vive con sua nonna, con il padre e i
suoi tre zii. Quotidianamente, Gunther è immerso in un clima di bevute
senza freno e flirt sfrontati. Tutto porta a credere che anche a lui
toccherà la stessa sorte. A meno che non giunga velocemente alla
conclusione che sia meglio andarsene di là…
  LA PIVELLINA
di Tizza Covi, Rainer Frimmel (Austria, Italia) 1h40
con Patrizia Gerardi, Walter Saabel
> Premio Label Europa Cinemas
La piccola Asia, di soli due anni, viene abbandonata in un parco e
trovata da Patti, un’artista di circo che vive con suo marito Walter
in un area di campeggio a San Basilio, alla periferia di Roma. Con
l'aiuto di Tairo, un ragazzo che vive con la nonna in un camper vicino,
Patti si mette a cercare la madre della bambina, che nel frattempo
resta con lei.
  LES BEAUX GOSSES
di Riad Sattouf (Francia) 1h30
con Vincent Lacoste, Anthony Sonigo, Alice Trémolières
Hervé è un adolescente sopraffatto dalle sue nuove pulsioni. Ha
un fisico sgraziato e un carattere furbastro. A casa vive solamente
con la madre e a scuola pian piano si è isolato. L'unico suo chiodo
fisso è quello di arrivare ad uscire con una ragazza. A questo
riguardo, accumula una sconfitta dopo l'altra, ma non perde la
speranza. Un giorno, senza sapere come sia successo, capisce
di piacere ad Aurora, una delle ragazze più carine della classe.
Circondato da una serie di personaggi con la battuta mordace
e senza pietà, Hervé tenta di diventare grande in questo piccolo
ambiente in perenne mutamento.
  POLyTECHNIQUE
di Denis Villeneuve (Canada) 1h16
con Sébastien Huberdeau, Maxim Gaudette
Il racconto del massacro di alcune studentesse di ingegneria
avvenuto nel 1989 a Montreal, da parte di un pazzo misogino.
Basato sulle testimonianze dei sopravvissuti al dramma accaduto
all'Ecole Polytechnique di Montréal il 6 dicembre del 1989, il film
racconta i terribili fatti accaduti quel giorno attraverso gli occhi di
Valérie e Jean-François, due studenti che videro le loro vite messe
in pericolo quando un giovane uomo si introdusse nella scuola
con l’assurdo compito di uccidere quante più donne possibile.
   
    Cannes Classics
  LA MUMMIA
(AL-MOMIA)
di Shadi Abdel Salam (Egitto, 1969) 1h43
con Ahmed Marei, Ahmed Hegazi, zouzou Hamdi El Hakim
Alla base del film c'è la scoperta, realmente avvenuta nel 1881, di
40 mummie di personaggi appartenenti alla 21esima Dinastia della
Famiglia reale egiziana. Quando alcuni archeologi del Dipartimento
di Archeologia del Cairo furono informati che dei reperti dello stesso
periodo cominciavano a essere immessi nel mercato nero, fu organizzata
una spedizione verso la città di Tebe, antica capitale dell'Impero
dei Faraoni.
Edizione restaurata a cura de L’immagine Ritrovata - Cineteca di
Bologna e presentata al Festival di Cannes nella sezione Cannes
Classic presieduta da Martin Scorsese.
   
    Dintorni
  AMORE & ALTRI CRIMINI
di Stefan Arsenijevic.
(Serbia, Germania, Austria, Slovenia 2008) 1h45
versione doppiata in italiano
con Anica Dobra, Vuk Kostic, Milena Dravic, Fedja Stojanovic,
Hanna Schwamborn
Belgrado. La trentenne Anica, sentimentalmente legata a Milutin, un
malvivente a capo di una piccola banda locale, sente che è arrivato
per lei il momento di mettere in atto il piano da tempo studiato per
cambiare finalmente vita: rubare la 'cassa' del suo compagno e fuggire
in Russia. Tuttavia, proprio quando è pronta per spiccare il volo,
Anica riceve una dichiarazione d'amore inaspettata...
  IL MONDO DI HORTEN
di Bent Hamer (Norvegia, Germania, Francia 2007) 1h30’
versione doppiata in italiano
con Bard Owe, Espen Skjonberg, Ghita Nerby
Odd Horten ha guidato lo stesso treno sullo stesso tragitto per così
tanto tempo che anche il resto della sua vita è diventata una routine di
monotoni rituali. Ma dopo quaranta anni di onorato servizio, è giunto
il momento di andare in pensione. La sua ordinata, solitaria esistenza
sta per cedere il passo ad un futuro di imprevisti. Cosa gli accadrà?
L'unica cosa certa è che Horten è il primo della lista nell'elenco di chi
s'imbatterà in qualche insensata, assurda avventura.
Dallo stesso regista di Kitchen Stories e Factotum.
 

SACRO E PROFANO
(FILTH AND WISDOM)
di Madonna (Gran Bretagna) 1h20’
versione originale con sottotitoli in italiano
con Eugene Hutz, Holly Weston, Vicky McClure,
Richard E. Grant, Inder Manocha
A.K viene dall'Ucraina e sogna di diventare famoso con la sua band;
Juliette vorrebbe essere Florence Nightingale; Holly una étoile del balletto.
Nel frattempo dividono un appartamento londinese e si arrangiano
con lavori improvvisati. Una pellicola pop ed eccentrica che contiene
commedia, musical, videoclip, danza, sperimentazione e dramma.
Debutto registico di Madonna. Con Eugene Hutz, il cantante del
gruppo gypsy-punk dei “Gogol Bordello”, già interprete di Ogni cosa
è illuminata come guida ucraina di Elijah Wood.

   
    Omaggio al Bergamo Film Meeting
  CORDERO DE DIOS
(AGNELLO DI DIO)
di Lucía Cedrón (Argentina/Francia, 2008) 1h30
con Mercedes Morán, Jorge Marrale, Leonora Balcarce
Nel 2002, a Buenos Aires, nel pieno della gravissima crisi economica
che il Paese sta attraversando, Arturo, veterinario di 77 anni, viene
rapito. La nipote Guillermina si rivolge a sua madre Teresa, figlia di
Arturo, che vive da molti anni in esilio a Parigi. La circostanza costringe
Teresa a tornare in Argentina. La donna rivive così il suo doloroso
passato quando, negli Anni ’70, sotto la feroce dittatura militare,
anche lei venne rapita dalla polizia. Le due storie, quella del passato
e del presente, si intrecciano...
  PLANET CARLOS
di Andreas Kannengiesser (Germania, 2008) 1h28
con Mario José Chavez Chavez, Cristel Sofia Sanchez
Hernandez, Katherine Mercedes Molina zelaya
Il tredicenne Carlos vive in una baraccopoli alla periferia di León,
la seconda città del Nicaragua. Guadagna qualche soldo come
membro di un gruppo di “Gigantona”, che si esibisce in strada per
i turisti. In questi gruppi tradizionali, i bambini ballano, suonano e
recitano poesie. Carlos vorrebbe essere il “coplero”, quello che
recita le poesie. Quindi comincia una lotta nel gruppo e viene
buttato fuori. Quando la madre lo viene a sapere, spedisce Carlos
a lavorare al mercato come facchino. Contro ogni previsione,
Carlos riesce a fondare il suo gruppo di “Gigantona” nel quale lui
è il “coplero”, ma…